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GIUSTIZIA 2 Febbraio Feb 2015 0945 02 febbraio 2015

Processo Dominique Strauss-Kahn, le serate hard nelle carte dell'accusa

L'ex Fmi è accusato di sfruttamento aggravato della prostituzione. I pm: «Almeno 17 orge a pagamento con escort di lusso».

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L'ex direttore del Fmi, Dominique Strauss-Kahn.

Orge, escort e sesso sfrenato. È un quadro a tinte hard quello tratteggiato dai magistrati nei confronti di Dominique Strauss-Kahn che deve rispondere di sfruttamento aggravato della prostituzione nel processo che prende il via lunedì 2 febbraio. Con lui sono imputate altre 13 persone - ci sono anche due poliziotti, un avvocato e due intermediari - nella vicenda del giro di squillo d'alto bordo con tappe a Lille, Parigi, Bruxelles, Washington e New York. E che, secondo i magistrati, ha generato un giro d'affari stimato in 100 mila euro.
TRE ANNI D'INCHIESTA. Nelle carte dell'inchiesta è emerso che tra l'autunno 2007 e maggio 2011 - quando Dsk era a capo del Fondo monetario internazionale e risiedeva a Washington - ci sono state 17 orge che hanno coinvolto diverse prostitute, anche se solo due si sono costituite parte civile (Dsk ha sempre sostenuto di non aver mai saputo che le giovani presenti agli incontri erano pagate).
ESCORT PER DSK. «C'erano sette o otto ragazze intorno al letto», ha raccontato una delle escort interrogata dai magistrati, «e lui camminava nudo con il pene eretto. Poi un carnaio: gambe, tette, culi sopra e sotto di lui. Non c'erano preservativi».
Poi, sempre nelle carte dell'inchiesta, è emerso che «tutte le donne pensavano solo a lui», che «doveva essere soddisfatto in ogni modo». E quello che è stato etichettato come il «re della festa» altri non era che Dsk.
DUE INTERMEDIARI. Nonostante la difesa dell'ex del Fmi, l'accusa sostiene che le ragazze erano pagate da due imprenditori (ora a processo) amici di Dsk.
«Vuole davvero farci credere che siamo tutti coglioni?», s'è chiesta una delle giovani interrogata dai pm, «Immaginava che tutte le ragazze presenti unicamente per soddisfarlo fossero lì per i suoi occhi?». Eppure, sempre per l'accusa i due intermediari erano riusciti a creare una 'omertà' tra le giovani che venivano rigidamente selezionate.

Dopo cena via alle «serate libertine»

Un momento dell'intervista alla Cnn di Dominque Strauss-Kahn.

Come si sa, l'intera vicenda è venuta alla luce quando a maggio 2011, Dsk venne fermato al Sofitel di New York con l'accusa di aver stuprato una cameriera: quel giorno fu la fine della carriera politica di colui che sembrava proiettato verso l'Eliseo che si ritrovò denudato davanti alle sue pulsioni.
Lo stesso Dsk ha poi spiegato cosa fossero le «serate libertine» (l'ex del Fmi ha accettato la definizione del pm) finite nel mirino degli inquirenti durante il suo fermo nel 2012: «Generalmente, dopo che si è consumato un pasto, si formano delle coppie che hanno delle relazioni sessuali». Quindi ha spiegato che nelle serate «c'erano diversi uomini e diverse donne che finivano per accoppiarsi».
SILENZIO SU VITA PRIVATA. Secondo l'accusa, però, quelle che Dsk chiamava «delegazioni di amichette», «piccolette», «materiale», in realtà sembrano più prostitute che giovani libertine, anche se l'ex del Fmi ha smentito: «Amichette è il femminile di amichetto», è stata la sua versione, «è piuttosto simpatico e non insultante». D'altronde, Dsk ha chiarito che per lui una prostituta è «una donna che aspetta in strada». Nulla, dunque, a che fare con le escort che si sono presentate come parte civile nel processo: «Non abbiamo mai parlato delle sue attività professionali, non faccio mai domande sulla vita privata», s'è giustificato l'uomo.
«PURO CONSUMO SESSUALE». Eppure per una delle giovani le cose erano molto diverse. Ai magistrati la donna ha raccontato una delle «serate libertine» svoltasi a dicembre 2010 a Washington e per la quale ha ricevuto 2.500 euro.
«Trovavo che l'atmosfera fosse davvero bestiale», ha detto ricordando quel giorno, «mi sembrava strano vedere dei tipi passeggiare nudi gli uni vicini agli altri. Alcuni si masturbavano senza vergogna, era puro consumo sessuale».
Inoltre, la escort ha raccontata di essere stata trattenuta sul letto da uno degli imprenditori amici di Dsk, mentre l'ex del Fmi tentata di sodomizzarla: la scena è stata poi confermata da un altra giovane.
«Può essere una bugia, perché non ci sono mai stati rapporti sotto costrizione», ha replicato alle accuse l'imputato.
VIA AL PROCESSO. La procura di Lille aveva creduto a Dsk chiedendo l'archiviazione nel 2013 dell'inchiesta. Ma i pm hanno ottenuto il rinvio a giudizio e ora hanno intenzione di citare tutti gli sms per organizzare i festini dove si sono svolte le famose «serate libertine».
«Non solo Dsk conosceva lo statuto delle ragazze presenti», hanno scritto i magistrati nell'accusa, «ma era l'istigatore di serate a carattere sessuale, agevolando un sistema fondato sulla compiacenza del suo entourage per soddisfare i suoi bisogni sessuali, favorendo così la prostituzione».
Il processo è solo all'inizio.

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