Calcinacci Darwin 150203192655
TORINO 3 Febbraio Feb 2015 1924 03 febbraio 2015

Crollo al liceo Darwin, condanne confermate dalla Cassazione

Nell'incidente perse la vita il 17enne Vito Scafidi. Guariniello: «Sentenza straordinaria».

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I calcinacci prodotti dal crollo del soffitto del liceo Darwin.

Condanne confermate in via definitiva per il crollo del soffitto al liceo Darwin di Rivoli, in provincia di Torino, nel quale rimase ucciso Vito Scafidi.
La Cassazione ha confermato il giudizio a carico di tre funzionari della Provincia di Torino e di tre insegnanti che si sono succeduti nel ruolo di responsabili per la sicurezza sicurezza dell'istituto. Si tratta di Michele Del Mastro (4 anni di pena), Sergio Moro (3 anni e 4 mesi) ed Enrico Marzilli (3 anni e 4 mesi), e dei tre professori Paolo Pieri (2 anni e 6 mesi), Diego Sigot (2 anni e 2 mesi) e Fulvio Trucano (2 anni e 9 mesi).
IL CROLLO NEL 2008. Nell'incidente, accaduto il 22 novembre 2008, perse la vita lo studente 17enne Vito Scafidi, mentre altre diciassette persone rimasero ferite. Fra loro Andrea Macrì, compagno di classe e amico di Vito, rimasto paralizzato. La lettura della sentenza è stata accolta tra le lacrime dalla madre di Vito Scafidi.
GUARINIELLO: «SENTENZA STRAORDINARIA». «È una sentenza straordinaria e una grande notizia per la popolazione», ha commentato il magistrato Raffaele Guariniello, che ha istruito il processo. Perché «al di là del fare giustizia, pone un problema quanto mai drammatico, quello della sicurezza nelle scuole. Noi lo vediamo quasi ogni giorno nella nostra città e un po' in tutto il Paese. Il problema deve essere affrontato in maniera adeguata e invece ancora oggi così non è. Oltre al Darwin, ancora oggi ci sono molte tragedie sfiorate in scuole pubbliche e private».
«RESPONSABILITÀ DELLA SCUOLA». «La Corte», ha spiegato ancora Guariniello, «ha recepito anche un'interpretazione del nostro sistema normativo di fondamentale rilievo. Abbiamo sempre sottolineato che in una scuola pubblica c'è la responsabilità della scuola stessa e dell'ente che ne è proprietario. Abbiamo anche sostenuto che la scuola deve preoccuparsi della sicurezza, valutando tutti i rischi presenti. Dall'altra parte, l'ente proprietario non può stare ad aspettare che la scuola chieda di intervenire, ma deve attivarsi d'ufficio per capire se gli edifici siano sicuri».

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