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CRONACA 3 Febbraio Feb 2015 1530 03 febbraio 2015

Morte di Magherini, rinviati a giudizio in sette

Quattro carabinieri e tre soccorritori accusati di omicidio colposo.

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Riccardo Magherini, morto la notte fra il 2 e 3 marzo 2014 dopo l'arresto da parte dei carabinieri, in una foto tratta dal suo profilo Facebook.

Il gup ha rinviato a giudizio i quattro carabinieri e i tre volontari della Croce rossa accusati di omicidio colposo per la morte di Riccardo Magherini, deceduto nel marzo 2014 a Firenze durante un arresto.
Un carabiniere deve rispondere anche per percosse. È stata così accolta la richiesta del pm Luigi Bocciolini.
Familiari e amici di Magherini hanno reagito alla decisione del gup con un applauso. Il processo è stato fissato per l'11 giugno 2015.
LA DIFESA: «NESSUN PESTAGGIO». «È cristallizzata la responsabilità colposa, quindi che non ci sono stati pestaggi né comportamenti dolosi», ha detto l'avvocato Francesco Maresca, difensore dei quattro carabinieri.
Secondo la ricostruzione della procura, a uccidere Magherini fu una serie di cause: una «intossicazione acuta da cocaina», che lo rese preda di una 'excited delirium syndrome', e un'asfissia legata anche al modo in cui venne immobilizzato dai carabinieri. Ai tre soccorritori, la procura contesta di non aver compreso la gravità delle condizioni di Magherini, che al loro arrivo era praticamente agonizzante.
PER I FAMILIARI È «TORTURA». In questi mesi i familiari del quarantenne hanno parlato anche di «tortura». Il termine è comparso in una lettera aperta che hanno scritto nell'ottobre scorso: «Riccardo è stato preso a calci mentre si trovava steso a terra, già ammanettato in posizione prona, chiedendo disperatamente aiuto. Lo documentano i video, i testimoni, le lesioni. Riccardo è morto umiliato, picchiato e soffocato. È stata una tortura».
ILARIA CUCCHI IN AULA. Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, era in tribunale a Firenze ad attendere la decisione del gup: «Sono emozionata e commossa», ha detto commentando i rinvii a giudizio, «come se questa vicenda riguardasse me. Ai Magherini dico di tenere duro. In queste aule sentiranno dire tante cose non vere e ingiuste su Riccardo, ma loro devono andare avanti».

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