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FAR WEST 3 Febbraio Feb 2015 2218 03 febbraio 2015

Vicenza, assalto alla gioielleria: ucciso un bandito

Cinque rapinatori armati di kalashnikov in fuga dopo aver preso a mazzate le vetrine.

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Un'auto dei carabinieri.

Si è concluso nel sangue l'assalto di un commando criminale a una gioielleria di Ponte di Nanto, nel basso Vicentino, culminato con una sparatoria tra i banditi e un testimone: uno dei rapinatori è morto, colpito da un proiettile. La dinamica non è ancora chiara. Poco dopo le 18.30 si erano preparati in cinque per il remake di un colpo che due anni fa aveva fruttato nella stessa gioielleria Zancan un milione di euro. La medesima tecnica prevedeva l'ingresso di un malvivente nel negozio a fare da apripista ai complici prima della la razzia. Ma le cose sono andate storte per i banditi a causa della prontezza di riflessi della commessa che, insospettita dai movimenti, ha bloccato la bussola d'ingresso.
MAZZATE SULLE VETRINE. La mossa ha spiazzato i cinque assalitori che hanno provato a sfondare le vetrine a colpi di mazza fino a che dal vicino distributore di benzina il gestore del punto Eni ha imbracciato il fucile e sparato un primo colpo in aria che ha semidistrutto il fondo di una terrazza. Feroce la reazione del commando che, giratosi, ha risposto al fuoco con armi lunghe, forse kalashnikov e pistole. Il benzinaio avrebbe allora abbassato la mira premendo nuovamente il grilletto.
IN FUGA SU UNA RENAULT. Saliti su una Renault Laguna, i criminali sono fuggiti verso Sud andandosi però a schiantare circa 200 metri dopo contro un semaforo e la spalletta di un ponte, mentre affrontavano una curva ad angolo retto a sinistra. Tutti sono scesi dall'auto tranne l'uomo al volante, rimasto riverso senza vita. I suoi complici sono scesi armi in pugno minacciando quanti erano attorno e sono corsi a recuperare un'Audi A8 che avevano lasciato poco lontano in direzione di Bosco di Nanto. Non è ecluso che l'autista, che è stato colpito da un proiettile, proprio per questo possa aver perso il controllo della vettura. L'uomo è stato trovato dai carabinieri riverso nell'auto, rubata un mese fa a Padova, in una pozza di sangue, con il passamontagna ancora calato sul volto e privo di documenti. Gli investigatori mantengono uno stretto riserbo sulla vicenda: non sarebbe ancora possibile stabilire se a ferire il malvivente sia stato un colpo di fucile esploso dal benzinaio o se l'uomo sia stato vittima del 'fuoco amico' durante la sparatoria seguita al tentato colpo.

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