Acido Martina Levato 150108140036
IL CASO 4 Febbraio Feb 2015 2126 04 febbraio 2015

Aggredito con acido, il complice: «Pensavo fosse acqua»

Magnani davanti ai gip prova a difendersi poi ammette: «Mi hanno tirato in mezzo, era un favore per Boettcher».

  • ...

La studentessa bocconiana Martina Levato viene portata nell'aula delle direttissime del palazzo di Giustizia di Milano.

Primo interrogatorio davanti al gip per Andrea Magnani, il bancario di 32 anni ritenuto il complice di Martina Levato e Alexander Boettcher, i due in carcere e sotto processo per aver aggredito e sfigurato con l'acido Pietro Barbini il 28 dicembre.
Prima ha affermato di aver creduto che «in quei contenitori ci fosse acqua» poi si è contraddetto facendo capire di aver visto «acido» confermando, quindi, la ricostruzione di inquirenti e investigatori.
È accusato di concorso in lesioni gravissime.
«FAVORE AD AMICO». L'uomo ha ripetuto di aver «fatto solo un favore a una amico» e cioè Bottcher, e di non aver «immaginato» la gravità di quel che stava accadendo capendo solo dopo i fatti.
Avrebbe aggiunto una serie di contraddizioni a una versione già considerata poco credibile e, per altro, in contrasto con le immagini di una telecamera di sorveglianza depositate proprio dalla difesa di Boettcher.
Riferendosi ai recipienti di plastica con dentro acido muriatico che Martina aveva caricato sulla sua macchina dentro un borsone per poi farsi accompagnare da lui in via Carcano e a quelli di scorta nella borsa consegnatagli da Alexander, Magnani avrebbe inizialmente affermato che «secondo me c'era dentro acqua».
Magnani ha ammesso che l'idea dell'agguato era stata progettata dai due e di essere stato «tirato in mezzo».
E poi, al contrario di quanto affermato poco prima, avrebbe lasciato intendere di aver visto in quei contenitori, due dei quali rovesciati addosso a Barbini, acido muriatico.
SOGGIOGATO DA BOETTCHER. Quanto a Boettcher, suo compagno di allenamenti in palestra e frequentatore delle stesse discoteche, Magnani ne avrebbe subito il fascino al punto da assecondare ogni sua richiesta, anche quella di indossare una parrucca per recarsi «in un internet point» ed effettuare le tre telefonate col servizio Voip, non rintracciabile, a Barbini per attirarlo nell'appuntamento 'trappola' per la finta consegna di un pacco.
Per il complice della coppia la procura ha chiesto la convalida del fermo di Magnani e la custodia cautelare in carcere e sta accertando anche il suo coinvolgimento in altri due episodi avvenuti tra il primo e il 15 novembre: l'aggressione dello studente Stefano S. e il tentativo di sfigurare il fotografo Giuliano C..
L'avvocato ha chiesto la scarcerazione ma è praticamente da escludere che il gip possa concederla.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso