Bossetti Interrogatorio 140705211030
CRONACA 4 Febbraio Feb 2015 2052 04 febbraio 2015

Caso Yara, Bossetti: «Chiedo di avere un processo equo»

Il muratore in carcere scrive a Matrix: «Non posso difendermi, vivo incubo che potrebbe essere di chiunque».

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Giuseppe Bossetti, accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio, da 20 giorni in cella d'isolamento.

Massimo Bossetti, accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio, ha scritto una lettera alla redazione di Matrix: «Io dal carcere vi vedo in televisione, ma non posso dire e fare nulla. Non posso difendermi facendo arrivare a voi la mia voce».
«La mia famiglia è stata colpita, sconvolta. I miei figli sono stati privati del loro padre, anche se il loro papà non è ancora rinviato a giudizio», ha scritto il muratore lombardo.
«VOGLIO PROCESSO EQUO». Bossetti nella missiva ha parlato della sua posizione: «Sono da otto mesi qui dentro senza nemmeno ancora poter conoscere tutti i documenti raccolti contro di me e subisco la forza dell'accusa che mi vuole a tutti i costi colpevole».
«Siccome il mio processo lo sto vedendo in televisione e non in tribunale, vi chiedo di dare il risalto a questa mio richiesta di scarcerazione (probabile deposizione il 6 febbraio) e difendere il mio diritto ad avere un processo equo e poter stare a casa ai domiciliari come qualsiasi altro cittadino di cui non è stata provata ancora la colpevolezza», ha detto l'uomo concludendo con un appello: «Sostenete questo mio diritto perché l'incubo che sto vivendo potrebbe viverlo chiunque di voi, grazie».

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