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GIUSTIZIA 4 Febbraio Feb 2015 1513 04 febbraio 2015

Omicidi a picconate, i giudici: «Kabobo agì per rancore»

Le motivazioni della sentenza: «I fatti hanno causato un danno per Milano in vista dell'Expo».

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Adam Kabobo, il ghanese che ha ucciso tre persone a Milano armato di piccone.

«L'azione criminale» di Adam Kabobo, il ghanese che nel maggio 2013 uccise tre passanti a colpi di piccone a Milano, fu «agevolata dalla malattia che gli suggerì il mezzo per consentirgli di perseguire il suo lucido progetto di esprimere rancore e sfinimento per le sue esperienze di quotidiana lotta per la sopravvivenza».
A dirlo i giudici della seconda Corte d'Assise d'Appello di Milano nelle motivazioni della sentenza con cui il 20 gennaio avevano confermato la condanna a 20 anni di carcere in primo grado.
«SCARICÒ LE SUE TENSIONI». Secondo i giudici, che citano alcuni passaggi della perizia psichiatrica, Kabobo ammazzò picconate Daniele Carella, Alessandro Carolè ed Ermanno Masini «non perché vinto dalla patologia che gli è stata diagnosticata».
Kabobo, si legge nelle motivazioni della sentenza, quindi «colse in quel suggerimento l'occasione per 'scaricare' emotivamente la tensione interna causata dal rancore che egli provava nella realtà quotidiana e per dare corso alla sua volontà di imporre una svolta radicale alla situazione di abiezione che egli tutti i giorni, da alcuni mesi, viveva lucidamente».
«Mi dicevano e mi chiedevano di stare tranquillo perché tutti i miei problemi si sarebbero risolti», aveva spiegato Kabobo ai periti, «non credo che siano spiriti maligni, anzi secondo me erano buoni perché mi tranquillizzavano».
Le 'voci' lo avrebbero quindi convinto di essere «il creatore del mondo».
«DANNO PER IMMAGINE CITTÀ». Ma secondo i giudici d'Appello quegli efferati omicidi provocarono anche un «comprensibile e intenso allarme nella cittadinanza con conseguente danno per l'amministrazione comunale».
Il danno per la città è dovuto anche «all'azzeramento degli effetti auspicati in conseguenza della costosa attività di promozione dell'immagine della città anche all'estero» in vista di Expo 2015.

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