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CHIESA 5 Febbraio Feb 2015 0958 05 febbraio 2015

Il papa: «Punire i figli? Sì, ma con dignità»

Francesco sdogana la sculacciata. «Bisogna trovare la giusta misura».

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Papa Francesco.

Per essere un buon padre non basta non riprodursi come un coniglio. Servono affetto, tenerezza, magnanimità, ma anche fermezza. E qualche schiaffo non guasta.
Dopo il richiamo a una prolificità consapevole, papa Francesco torna a far discutere con nuove frasi sull'educazione dei figli. «Una volta», ha raccontato in udienza generale davanti a oltre 7 mila persone, «a una riunione di matrimoni ho sentito un papà dire: 'alcune volte devo picchiare i figli un po', ma non li picchio mai in faccia, per non avvilirli', che bello, il senso della dignità, deve punire, lo fa il giusto, e va avanti».
«ALLA FAMIGLIA SERVE UN PADRE». «Ogni famiglia», ha detto Bergoglio, «ha bisogno del padre».
Il pontefice ha anche letto un discorso ideale tra padre e figlio, che descrive la passione e l'attesa per una crescita matura dei propri figli. Ha analizzato la parabola del figliol prodigo, o «meglio del padre misericordioso»: «Tante volte», ha commentato, «i padri devono essere pazienti e tante volte non c'è altro da fare che aspettare e pregare, con dolcezza, magnanimità e misericordia».
E ancora, «affetto profondo e insieme discreto» che forse da giovani non si è capaci di «riconoscere fino in fondo»; «una testimonianza di rigore» che forse non si capiva quando si sarebbe voluto «solo complicità e protezione»; «mettersi alla prova e vigilare sull'eccesso di sentimento», sono alcune altre caratteristiche che Bergoglio chiede alla figura paterna, dopo aver criticato, nella udienza della settimana precedente, i padri assenti.
«I PADRI DEVONO ESSERE PRESENTI». E infatti ha preso le mosse dalla «prima necessità»: «Che il padre sia presente nella famiglia. Che sia vicino alla moglie, per condividere tutto, gioie e dolori, fatiche e speranze. E che sia vicino ai figli nella loro crescita: quando giocano e quando si impegnano, quando sono spensierati e quando sono angosciati, quando si esprimono e quando sono taciturni, quando osano e quando hanno paura, quando fanno un passo sbagliato e quando ritrovano la strada».
Il papa ha specificato: «Padre presente non vuol dire controllatore, perché i padri troppo controllatori annullano i figli, non li lasciano crescere».

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