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INTERVISTA 5 Febbraio Feb 2015 0615 05 febbraio 2015

Ucraina, Joe Biden: «La Russia vuole cambiare i confini con la forza»

Il vice di Obama: «Conflitto causato dall'aggressione del Cremlino». E la Nato si rafforza.

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Il vicepresidente degli Usa, Joe Biden.

Non solo Isis e Medio Oriente. C'è soprattutto la crisi in Ucraina nell'agenda del vicepresidente Usa Joe Biden atteso venerdì 6 febbraio a Monaco di Baviera per la tradizionale Conferenza sulla sicurezza al fianco del presidente ucraina Petro Poroshenko e della cancelliera tedesca Angela Merkel.
«Stiamo vedendo una escalation del conflitto militare in Ucraina e fin dall'inizio è stato causato direttamente dall'aggressione russa», ha raccontato il braccio destro di Barack Obama in un'intervista pubblicata in Italia dal quotidiano La Stampa.
SOSTEGNO DELLA RUSSIA. Secondo Biden, infatti, Mosca sta continuando a inviare armamenti pesanti - «inclusi carri armati e lanciarazzi» - ai filorussi in Ucraina che, è l'accusa di Washington, sono «addestrati in Russia» e dal Cremlino «ottengono assistenza finanziaria».
Inoltre, per il vicepresidente Usa, «forze da combattimento di Mosca hanno attraversato il confine ucraino e aiutato i separatisti». Insomma, «la Russia sta violando la sovranità e l'integrità territoriale di Kiev e cerca di cambiare i confini del Paese con la forza». Ecco perché l'invito di Biden al presidente russo Vladimir Putin è quello di «rispettare gli accordi di Minsk».
NIENTE SCONTRO MILITARE. Per il braccio destro di Obama, Washington, insieme con i suoi alleati, ha «lavorato per condannare l'aggressione di Mosca»: il Cremlino, a suo dire, ha tuttavia ancora l'opzione di «soddisfare gli impegni» presi a settembre 2014 e che «porterebbero alla revoca di alcune sanzioni» imposte alla Russia. Ma se Putin non dovesse cedere, allora gli Usa sono «pronti ad aumentare i costi per Mosca delle sue azioni aggressive in Ucraina».
Eppure Washington ha escluso una soluzione militare - opzione che per Biden è quella preferita da Putin - anche se ha ammesso che «Kiev ha tutto il diritto di difendersi» e per questo gli Usa stanno «fornendo assistenza».
RELAZIONI A RISCHIO. Tuttavia, il vicepresidente americano ha precisato che l'Ucraina «non ha fatto formalmente domanda per entrare nella Nato» e ha escluso un'adesione del Paese a breve. Ma lo stesso Biden ha ricordato come la Russia abbia «invaso la Crimea quando Kiev ha scelto di essere associata più strettamente all'Unione europea» e quindi il conflitto in atto «riguarda il principio del diritto di una nazione di determinare il proprio futuro».
Nonostante le tensioni, Washington ha aggiunto di avere «interesse a cooperare con il Cremlino nelle aree dove sono condivisi interessi comuni», ma «senza sacrificare i principi americani o gli interessi degli alleati».
SUCCESSI IN SIRIA. Nell'intervista, Biden ha affrontato anche il Medio Oriente. Per esempio in Siria, gli Usa hanno rivendicato «la rimozione di tutte le scorte dichiarate di armi chimiche» di Bashar al Assad, considerate una «minaccia» anche perché avrebbero potuto finire nelle mani di al Qaeda e dell'Isis.
Tuttavia, l'accordo sulle armi, ha chiarito il vicepresidente Usa, «non risolve tutti i problemi della Siria»: «L'America e i suoi partner stanno lavorando per creare le condizioni per un'intesa politica per risolvere e finire il conflitto sostenendo l'opposizione siriana».

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