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TRAGEDIA 6 Febbraio Feb 2015 1744 06 febbraio 2015

Isis: «Donna-ostaggio americana morta in un raid giordano»

Kayla Mueller «è stata uccisa dalle bombe». Il Pentagono non conferma.

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La cooperante americana Kayla Jean Mueller.

L'Isis ha annunciato la morte della donna ostaggio americana, la cooperante Kayla Jean Mueller, in un raid aereo giordano. Lo ha riferito su Twitter la direttrice del Site Rita Katz.
Lo Stato islamico ha fatto sapere che la donna «è rimasta uccisa quando un aereo giordano ha colpito l'edificio dove si trovava nel governatorato di Raqqa, in Siria». L'Isis nel fornire questa informazione a sorpresa ha perfino indicato l'indirizzo di residenza della giovane in Arizona.
USA: «NON CI SONO PROVE». Ma fonti del Pentagono hanno detto che al momento «non ci sono prove» che la cooperante americana sia rimasta uccisa.
AMMAN RESPINGE LE ACCUSE. Funzionari del governo giordano hanno definito l'annuncio dell'Isis «una trovata che ha a che fare con le pubbliche relazioni», accusando i jihadisti di ricorrere ancora una volta alla propaganda.
Anche diversi analisti hanno parlato di un possibile 'colpo di teatro' che sarebbe utile per l'Isis, per fugare il dubbio dell'uccisione di una donna.
Lo Stato islamico ha già ucciso delle donne musulmane, ma mai ostaggi femminili, occidentali, e tantomeno 'in diretta video'.
Farlo, a parere degli esperti, potrebbe segnare una svolta radicale anche per un gruppo che ha fatto affidamento sulla propaganda sanguinosa per reclutare nuovi adepti.
NESSUNA FOTO DEL CADAVERE. A 'corredo', dell'annuncio, nessun video.
Questa volta ci sono tre foto dell'edificio raso al suolo dove presumibilmente veniva detenuta Kayla Mueller, che aveva 26 anni ed era scomparsa nell'agosto del 2013 dopo essere entrata in auto in Siria assieme al suo ragazzo siriano.
La mossa è chiaramente un messaggio alla Giordania.
RAPPRESAGLIA GIORDANA. In precedenza infatti proprio Amman aveva fatto sapere che la rappresaglia della Giordania «è solo all'inizio» e «l'Isis verrà colpito ovunque» in Siria e Iraq. I bombardamenti aerei dei caccia giordani contro postazioni dello Stato islamico sono partiti dopo la barbara uccisione del pilota Muadh al Kasasbeh.
In poche ore le forze armate giordane hanno fatto sapere che decine di caccia «hanno centrato e distrutto» postazioni jihadiste, senza precisare dove.
Di certo gli obiettivi colpiti dai piloti giordani sono stati concordati anche con gli Stati Uniti, i cui caccia di prassi accompagnano quelli degli altri Paesi della coalizione nei loro raid.
Un alto funzionario della difesa Usa ha inoltre riferito al New York Times che i luoghi presi di mira vengono valutati con la massima attenzione e qualora ci sia anche una minima indicazione che uno degli ostaggi potrebbe essere nei paraggi, il sito viene depennato dalla lista.

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