Pasolini, un giallo lungo 37 anni
INCHIESTA 6 Febbraio Feb 2015 1630 06 febbraio 2015

Morte Pasolini, chiesta l'archiviazione delle indagini

La procura di Roma: «I codici genetici inviduati sugli abiti dello scrittore non sono attribuibili».

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Il 2 novembre 1975 il cadavere del poeta, regista e giornalista venne ritrovato sulla spiaggia dell'idroscalo di Ostia.

La procura di Roma ha chiesto di archiviare la nuova indagine avviata sulla morte di Pier Paolo Pasolini.
Sugli abiti che il regista, ucciso il 2 novembre del 1975 all'Idroscalo di Ostia, indossava la notte della tragedia sono stati individuati almeno cinque codici genetici a cui però non è stato possibile dare «un nome».
NON COLLOCABILI TEMPORALMENTE. Gli inquirenti, inoltre, non sono riusciti a collocare «temporalmente» i Dna identificati. «È impossibile determinare» - si spiega a piazzale Clodio - «se quelle tracce sugli indumenti siano precedenti, coevi o successivi all'evento delittuoso». La richiesta di archiviazione formulata dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e dal sostituto Francesco Minisci sarà presto all'attenzione del gip.
La nuova indagine era stata aperta dopo la denuncia presentata da Guido Mazzon, cugino della vittima, nel 2010, ma il procedimento era sempre rimasto a carico di ignoti.
CONDANNATO PELOSI. Per la morte dello scrittore bolognese l'unico condannato, a 9 anni e 7 mesi di reclusione, resta Giuseppe Pelosi, detto «la Rana».
Nessun elemento è arrivato, infine, dalle numerose testimonianze acquisite in questi ultimi anni, compresa quella di Pelosi che aveva raccontato di una aggressione ai danni dello scrittore compiuta da almeno tre persone.

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