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CASO 6 Febbraio Feb 2015 1709 06 febbraio 2015

Yara, la difesa di Bossetti: «Dubbi sul Dna, va scarcerato»

L'istanza, che sarà presentata il 9/2, è incentrata sulla mancata corrispondenza tra cellule mitocondriali e nucleari.

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Massimo Bossetti. Nel riquadro, Yara Gambirasio.

È incentrata sulla mancata corrispondenza tra il Dna mitocondriale e quello nucleare, attribuito a Massimo Bossetti, l'istanza di scarcerazione avanzata dal legale del muratore accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio.
L'avvocato Claudio Salvagni il 6 febbraio ha avvisato la parte offesa, ovvero la famiglia Gambirasio, del fatto che il 9 febbraio sarà depositata l'istanza.
«INDAGINI POSSIBILI CON BOSSETTI IN LIBERTÀ». La richiesta, ha spiegato Salvagni, non riguarda le esigenze di custodia cautelare ma entra nel merito dei presunti dubbi sul Dna e, di conseguenza, secondo il legale, questi dubbi si possono chiarire attraverso le indagini scientifiche, anche con Bossetti in libertà.
Per questo ha chiesto la scarcerazione del muratore in carcere dal 16 giugno e in subordine, gli arresti domiciliari.
Secondo il legale vengono meno dei gravi indizi di colpevolezza, dopo la relazione del consulente della procura Carlo Prevdiderè, secondo la quale non sarebbe di Bossetti il Dna mitrocondiale trovato sul corpo della ragazza scomparsa il 26 novembre del 2010 e trovata uccisa tre mesi dopo.
PER LA PROCURA NESSUN DUBBIO. La procura di Bergamo ha già fatto sapere che non esistono dubbi sul fatto che il Dna nucleare trovato sui leggins e sugli slip di Yara siano quelli di Ignoto 1, e quindi di Massimo Bossetti.
Di conseguenza, per i pm le cose non cambiano, ma per Salvagni, la consulenza del professore pavese ha sollevato «notevoli margini di dubbi».
Dopo il deposito dell'istanza il pm Letizia Ruggeri darà il suo parere e i legali dei famigliari di Yara hanno la facoltà di fare delle osservazioni.
Il gip ha cinque giorni per decidere, anche se non è un termine tassativo.

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