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ESTERI 7 Febbraio Feb 2015 1441 07 febbraio 2015

Isis, gli Usa valutano invio truppe di terra

Possibile spedizione per riconquistare Mosul. Terzo giorno di raid giordani.

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Combattenti dell'Isis.

I responsabili militari Usa «stanno raccogliendo più informazioni possibili di intelligence sulle difese Isis a Mosul per decidere se raccomandare l'invio di truppe sul terreno per coadiuvare l'esercito iracheno nella riconquista» della 'capitale del Califfato': lo affermano responsabili dello Us Central Command alla Cnn.
OFFENSIVA A MOSUL. La 'prima mossa' dell'offensiva a Mosul degli iracheni «è prevista ad aprile», scrive la Cnn. «L'Isis sta continuando a rinforzare le sue difese in città: se cresceranno significativamente, le forze irachene potrebbero aver bisogno dell'aiuto americano per individuare i bersagli militari da colpire», spiega il responsabile coperto da anonimato affermando che a quel punto l'esercito Usa potrebbe raccomandare alla Casa Bianca e al Pentagono di inviare truppe sul campo. «Stiamo verificando che i membri dell'Isis cercano di proteggere le proprie famiglie mandandole fuori da Mosul», mentre i raid della Coalizione «hanno l'obiettivo di tagliare le linee di rifornimento».
L'ISIS PERDE TERRENO. Così, «quando inizierà l'offensiva l'Isis sarà isolato all'interno della città e incapace di ricevere rinforzi». Il Centcom «ritiene che l'organizzazione abbia perso la capacità di conquistare nuovo territorio in Iraq e controllarlo. I comandanti devono prendere delle decisioni, avere delle priorità su dove utilizzare i combattenti. Ecco perché si sono ritirati da Kobane», afferma ancora l'ufficiale: «Anche i combattenti stranieri in arrivo sono diminuiti negli ultimi 4-5 mesi».
TERZO GIORNO DI BOMBARDAMENTI DELLA GIORDANIA. Intanto la Giordania ha lanciato raid aerei contro postazioni dell'Isis, nel terzo giorno dall'inizio dell'operazione 'Martire Muadh', la rappresaglia contro lo Stato islamico per la barbara esecuzione del pilota giordano.
PAURA DI ATTENTATI IN EUROPA. Alcuni attivisti anti-Isis hanno fatto sapere che diversi combattenti stranieri a Raqqa «sono tornati nei propri Paesi originari per compiere lì attentati kamikaze». Lo Stato islamico, si precisa, ha creato «il battaglione Anwar Awlaki», composto da elementi che parlano inglese, che coordina l'operazione.
Inoltre il quotidiano spagnolo El Pais ha reso noto che i combattenti jihadisti dell'Isis si «nascondono» anche tra i migranti per entrare in Spagna e in Europa usando le rotte del traffico di esseri umani.

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