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ESTERI 7 Febbraio Feb 2015 2205 07 febbraio 2015

Turchia, capo degli 007 candidato per Erdogan

Hakan Fidan in campo alle politiche di giugno: per lui possibile un futuro da capo del governo.

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Hakan Fidan.

Il capo dei servizi segreti turchi Hakan Fidan, definito dal Wall Street Journal il vero numero due del Paese, meno potente solo dello stesso presidente Recep Tayyip Erdogan, ha deciso: scenderà in campo alle cruciali politiche del 7 giugno, che forse cambieranno il volto della Turchia. Molto vicino a Erdogan, Fidan, 47 anni, ha pilotato nell' ombra tutte le grandi strategie del 'sultano' di Ankara negli ultimi anni.
POSSIBILE PREMIER. La stampa lo vede dopo le elezioni capo del governo al posto dell'attuale premier Ahmet Davutoglu, ministro degli Esteri, e forse un giorno delfino dello stesso Erdogan . Fidan dovrà contribuire a trainare il partito islamico Akp verso una maggioranza di almeno 330 seggi su 550 in parlamento. Il presidente ne ha chiesti agli elettori addirittura 400. Ne ha bisogno per cambiare la Costituzione e imporre un regime presidenziale forte tagliato su misura per lui, che concentri anche formalmente nelle sue mani praticamente tutti i poteri. Una prospettiva da incubo per l'opposizione, che già lo accusa di avere avere innescato una deriva islamica e fortemente autoritaria del paese.
BRACCIO ARMATO DI ERDOGAN. Hakan Fidan è stato il braccio armato di Erdogan negli ultimi anni in tutte le gradi questioni sensibili. Ha pilotato la ambigua strategia siriana di Ankara, accusata di avere aiutato i jihadisti e contribuito all'espansione dell'Isis con l'ossessione di fare cadere Bashar al Assad. Ha lanciato tratttative segrete sul 'Kurdistan turco' con il leader storico del Pkk Abdullah Ocalan che hanno portato due anni fa a una laboriosa tregua provvisoria. Le trattative sono riprese negli ultimi giorni. Fidan cerca di ottenere un cessate il fuoco definitivo prima delle elezioni. Capo degli 007 del Mit da cinque anni, Fidan ha anche organizzato la 'caccia alle streghe' contro la confraternita islamica dell'imam Fetullah Gulen, scattata in reazione all'esplosione della tangentopoli del Bosforo nel 2013.

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