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STRAGE 8 Febbraio Feb 2015 2038 08 febbraio 2015

Egitto, scontri fra ultrà e polizia: morti e feriti

Tifosi dello Zamalek a contatto con le forze di sicurezza al Cairo. Almeno 25 vittime. Serie A sospesa.

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Gli scontri in Egitto tra ultrà e polizia.

Ancora sangue, scontri e violenze, anche negli stadi.
A tre anni dai terribili incidenti di Port Said - che causarono 74 vittime - l'Egitto è stato teatro di una nuova aspra battaglia, che ha visto contrapporsi gli ultrà alle forze di polizia all'esterno dello stadio prima del match di premier League Zamalek-Enppi, con un bilancio aggiornato di almeno 25 morti e una ventina di feriti.
POCHI BIGLIETTI. La procura generale del Cairo ha aperto un'inchiesta mentre è stata convocata una riunione di emergenza del governo per fare luce sui fatti. Intanto la Federcalcio egiziana ha deciso di sospendere «temporaneamente» il campionato di calcio di serie A.
All'origine degli incidenti - ha scritto il quotidiano al Arham - sembrerebbe esserci il ristretto numero dei biglietti in vendita: solo 5 mila, contro i circa 10 mila ultrà dello Zamalek presenti.
L'INFERNO ALL'IMPROVVISO. Erano da poco passate le 18 (le 17 in Italia) quando sui social network sono iniziate a rimbalzare le prime notizie degli incidenti.
Un inferno - stando a quanto hanno scritto i media locali - si è scatenato di fronte al campo di calcio Air Defense Stadium della capitale egiziana, tra i tifosi del club Zamalek e la polizia.
«DOVEVAMO INTERVENIRE». Violentissimi gli scontri. «Volevano entrare senza biglietto e siamo dovuti intervenire», ha affermato il ministero dell'Interno.
I tifosi, dispersi a colpi di gas lacrimogeni, sarebbero quelli del gruppo 'White Knights'.
Poco dopo la notizia degli incidenti uno dei giocatori dello Zamalek, Omar Gaber, si sarebbe rifiutato di giocare la partita, secondo quanto hanno riferito alcuni tifosi sui social network.
TIFOSI SPALLE AL CAMPO. Gli ultrà entrati nello stadio, alla notizia delle vittime, si sono poi girati mostrando le spalle al campo da gioco.
Poco dopo un portavoce del gruppo dei White Knights (i tifosi sostenitori della squadra di Zamalek) ha diffuso la notizia della morte di cinque persone.
Ma è bastato che passasse un'ora e il bilancio è stato aggiornato a 20 morti. Poi in serata le autorità hanno riferito che il numero delle vittime è salito ancora, a 25 morti.
FOTO DI CADAVERI IN STRADA. Diversi veicoli di fronte allo stadio sono rimasti gravemente danneggiati. Terribili le foto postate su Twitter da testimoni che hanno mostrato i luoghi degli incidenti completamente devastati e le immagini dei cadaveri in strada.
Il tutto in un'atmosfera appesantita dai gas lacrimogeni lanciati dai poliziotti che, secondo il racconto dei testimoni ad al Ahram, avrebbero causato molte delle vittime.
Altre persone avrebbero perso la vita calpestati nel fuggi-fuggi generale. Gli scontri odierni al Cairo ripropongono nuovamente la questione della sicurezza.
IL PRECEDENTE DEL 2012. Non è infatti la prima volta che l'Egitto si confronta con incidenti mortali negli stadi. Il primo febbraio del 2012, oltre 70 tifosi morirono allo stadio di Port Said, nel Nord del Paese, in scontri tra gli ultrà della squadra ospite di el Ahly e quella locale di al Masry.
A fine match, vinto poi a sorpresa dalla squadra di casa, si scatenò l'inferno con una furibonda invasione di campo da parte dei sostenitori del Masry che diedero la caccia ai giocatori avversari.
In mezzo la polizia in assetto anti-sommossa ma assolutamente incapace di gestire la situazione. Gli ultrà egiziani sono fortemente politicizzati e hanno giocato un ruolo non secondario nelle rivolte della Primavera araba che portarono alla caduta del regime del presidente Hosni Mubarak nel 2011.

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