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CRISI IDRICA 8 Febbraio Feb 2015 0800 08 febbraio 2015

Emergenza Brasile, il Sud in ginocchio per la grave siccità

Dai rubinetti esce solo aria. Consumo pro capite sceso da 200 a 30 litri al giorno. L'acqua è quasi finita a Rio e Belo Horizonte. A rischio 20 milioni di persone.

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da San Paolo

Brasile colpito dalla più grave siccità dell'ultimo secolo, secondo gli esperti.

In ogni quartiere di San Paolo ormai dai rubinetti esce soltanto aria.
Anche per 18 ore di fila, dal pomeriggio al mattino successivo.
E non solo nelle favelas o nelle città periferiche, la seca - la siccità, come la chiamano qui - è già arrivata anche in centro, nelle zone di lusso.
PASSATI DA 200 A 30 LITRI. Il razionamento imposto dal governo si è fatto massiccio: dai 200 litri di consumo pro capite, ora ci si deve arrangiare con 30 litri giornalieri.
E il governatore di San Paolo prepara misure ancora più estreme, come il turnover tra i quartieri.
A causa delle piogge scarse, la situazione intanto si sta aggravando rapidamente anche a Rio de Janeiro e Minas Gerais, regioni tra le più popolose del Paese.
TASSATO CHI CONSUMA TROPPO. I governatori dei due stati hanno già annunciato che è pronto a partire il razionamento nella distribuzione e sarà introdotta una sovrattassa per chi consuma più del dovuto.
La presidente Dilma Rousseff ha fatto sapere che metterà in campo ogni sforzo per far fronte alla crisi e ha promesso nuovi investimenti nei sistemi di approvvigionamento.
Che tuttavia non saranno pronti prima del 2016.

San Paolo è quasi al collasso

Due bambini giocano a Rio de Janeiro: l'emergenza siccità ha colpito il Paese.

La situazione più grave però è a San Paolo dove ormai si è vicini al collasso.
La Sabesp, la società che gestisce i servizi idrici, ha annunciato che il bacino della Cantareira, il più grande della regione, a marzo sarà completamente prosciugato, lasciando a secco almeno 6,5 milioni di persone.
E anche le altre riserve, che approvvigionano più di 20 milioni di persone, secondo le stime, sono destinate a esaursi tra giugno e luglio.
A quel punto la distribuzione di acqua potabile nelle case verrebbe garantita da migliaia di camion cisterna.
Negozi e fabbriche, che in alcuni casi già lavorano a singhiozzo, però rischiano di chiudere del tutto.
«SI SPERA SOLO NELLE PIOGGE». «Nel brevissimo periodo purtroppo non ci sono soluzioni oltre al razionamento e a sperare nelle piogge. In attesa che nuovi bacini e nuove forme di approvvigionamento siano pronti nei prossimi mesi, ci attende un anno durissimo», spiega a Lettera43.it Antonio Zuffo, professore di risorse idriche all'università Unicamp.
Intanto in tutto il Sud-Est del Paese sono centinaia le città negli stati di Rio de Janeiro, Minas Gerais, Espírito Santo colpite dalla siccità, la più grave dell'ultimo secolo, secondo gli esperti.
INGENTI DANNI ALL'AGRICOLTURA. E i danni all'agricoltura, con interi raccolti andati perduti, e all'allevamento, con migliaia di capi morti di sete, sono ingenti e già sommano decine di milioni di euro.
A Rio, per fronteggiare la crisi, il governo locale ha stanziato il corrispettivo di 20 milioni di euro per aiutare i produttori rurali.

Acqua pompata a pressione più bassa

In Brasile il consumo pro capite di acqua è sceso da 200 a 30 litri al giorno.

La lotta delle istituzioni per evitare la catastrofe si sta facendo sempre più serrata.
L'acqua ormai viene pompata nelle case a una pressione più bassa per limitare le perdite nel sistema di distribuzione che si calcola raggiungano il 40% del totale, mentre i governi locali hanno già imposto multe salatissime a chi consuma più del dovuto.
A San Paolo, la società che gestisce il servizio idrico ha anche messo a disposizione un sito web per tenere informata la la popolazione su quartieri e orari in cui avvengono i tagli all'approviggionamento.
RESTA L'ACQUA INQUINATA. In extrema ratio, il governatore di San Paolo Geraldo Alckmin non esclude di utilizzare un'enorme riserva d'acqua inquinata - analisi hanno mostrato la presenza di batteri come salmonella, escherichia coli e shigella - al momento stoccata alla periferia della città.
«In una situazione critica come quella che stiamo vivendo, quest'acqua anche se non è potabile, potrebbe essere usata dalla popolazione per lavarsi o per l'igiene di casa», sostiene Zuffo.
I GUAI INIZIATI NEL 2013. I primi segnali di allerta erano stati lanciati dagli esperti già nel 2013 ed erano continuati nel 2014 dopo due anni di piogge scarse.
Il contrasto però è partito tardivamente: prime forme di razionamento blando a San Paolo sono state messe in campo solo nei mesi scorsi, dopo che per molto tempo il governatore dello Stato, impegnato nella campagna per le elezioni di ottobre, aveva minimizzato la crisi.
L'ESTATE NON È SERVITA. L'arrivo dell'estate (le stagioni sono invertite rispetto all'Europa), la stagione più piovosa dell'anno, era attesa proprio per ridare fiato ai bacini.
Finora però il miracolo non c'è stato e le precipitazioni si stanno rivelando sotto la media stagionale causando un ulteriore abbassamento delle riserve.
Con molti bacini praticamente a secco, l'estrazione avviene da tempo dal cosidetto 'volume morto', quello cioè che si trova sotto al livello delle tubature e che deve essere prelevato con le pompe.
UNA CRISI PURE ENERGETICA. La scarsità d'acqua sta inoltre aggravando la crisi energetica in tutto il Paese.
Da un lato infatti, le alte temperature fanno impennare i consumi di energia elettrica, dall'altro molte centrali idroelettriche lavorano a capacità ridotta appunto per la mancanza d'acqua.
A metà gennaio, dopo che la domanda di energia aveva superato l'offerta, il governo è stato costretto a interrompere la distribuzione, lasciando 12 Stati brasiliani al buio.

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