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TENSIONE 9 Febbraio Feb 2015 1130 09 febbraio 2015

Francia, colpi di kalashnikov a Marsiglia

Regolamento di conti fra bande per droga. In città c'era il premier Manuel Valls.

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Forze di sicurezza francesi in azione.

Panico in Francia. A un mese dagli attentati terroristici contro la redazione di Charlie Hebdo e al supermercato kosher di Parigi, un quartiere a Nord di Marsiglia, La Castellane - una delle zone più calde della banlieue - lunedì 9 febbraio è stato teatro di una sparatoria tra un gruppo di giovani che ha preso di mira la polizia. Secondo i media non ci sarebbero stati feriti.
SCONTRO PER DROGA. Jean-Marie Allemand, sindacalista della polizia di Marsiglia, ha spiegato «almeno cinque individui in divisa militare armati con almeno due kalashnikov» hanno aperto il fuoco.
Tuttavia, le stesse forze dell'ordine hanno precisato che si tratta «al 90% di una questione legata al traffico di droga» e ha smentito che si tratti di «una sfida lanciata allo Stato».
SPARI CONTRO LA POLIZIA. Da quanto si è appreso, nel conflitto a fuoco è stato coinvolto anche il direttore per la sicurezza pubblica, Pierre-Marie Bourniquel, che stava perlustrando la zona - una delle più difficili di Marsiglia, che è considerata la metropoli più violenta di Francia - con una squadra del pronto intervento in contemporanea con l'arrivo in città del premier francese Manuel Valls («Episodi di violenza succedono spesso quando ci sono visite importanti», ha poi detto Allemand provando a riportare la calma).
EVACUATO UN ASILO NIDO. Subito dopo la sparatoria, il sito internet di La Provence ha riferito che il quartiere è stato interamente bloccato e «una quarantina di agenti si sono posizionati nella rotatoria del Grand Littoral» di La Castellane. Sul posto, per far fronte all'emergenza, sono arrivate anche le teste di cuoio del Gipn. Per precauzione e in attesa di chiarire quanto accaduto, il personale e i bambini di un «asilo nido del quartiere sono stati evacuati verso un edificio più sicuro». In altre tre scuole, invece, gli studenti sono stati invitati a non uscire per motivi di sicurezza.
GIOVANI LEGATI ALLA DROGA. Samia Ghali, senatrice socialista delle Bouches-du-Rhone, intervistata in diretta da I-télé, ha spiegato che «giovani armati e senza scrupoli, probabilmente legati al traffico di droga, hanno sparato sulle auto della polizia che stavano perlustrando la zona». Un'altra conferma della versione del quotidiano Le Figaro che per primo aveva smentito l'attacco terroristico, parlando di scontri tra «bande legate traffico di droga». «Ci parlano della Siria, ma la Siria è qui, noi la viviamo nelle nostre banlieue», ha continuato la senatrice socialista.

  • Il quartiere La Castellane di Marsiglia è una delle zone più calde della banlieue.

VISITA DI VALLS. Dopo la sparatoria è stato lanciato immediatamente l'allarme, anche perché la città era blindata per l'arrivo dei vertici del governo.
Gli spari, infatti, sono avvenuti nella giornata in cui a Marsiglia ha ospitato Valls e i ministri Bernard Cazeneuve (Interno), Najat Vallaud-Belkacem (Istruzione) e Myriam El Khomri (aree urbane) per una visita di due giorni tutta concentrata sulla sicurezza e l'istruzione.
Lo stesso premier, in un'intervista a LaProvence.com, aveva parlato di «risultati concreti» in materia di sicurezza, «con una riduzione senza precedenti dei grandi indicatori della criminalità» nel grande porto francese affacciato sul mediterraneo e nella regione delle Bouches-du-Rhone.

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