Concorso Pubblico 150209065038
PROTESTA 9 Febbraio Feb 2015 0650 09 febbraio 2015

Statali, gli 80 mila «idonei» senza posto di lavoro

Hanno superato il concorso, ma c'è il blocco del turnover voluto dal governo.

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Una fase di un concorso pubblico.

Hanno superato il concorso pubblico, diventando «idonei» per un posto di lavoro che, però, rischia di non arrivare mai.
Sono circa 80 mila i candidati per entrare nelle file degli statali che, pur non avendo vinto la selezione, sono in attesa di ottenere la stabilità garantita da un ruolo nella Pubblica amministrazione.
STOP ALLE ASSUNZIONI. Peccato che l'abolizione delle Province voluta dal governo ha imposto il ricollocamento di 20 mila persone bloccando le nuove assunzioni fino al 2016, data di scadenza delle graduatorie degli 80 mila «idonei», come deciso dall'ultima legge di Stabilità che ha salvaguardato solo i vincitori dei concorsi pubblici.
A riferirlo è stato il quotidiano La Stampa che ha evidenziato come, scaduto il blocco sono destinati a scadere pure gli elenchi redatti con i bandi, con buona pace degli 80 mila che attendono il posto di lavoro.

PROTESTA DEGLI «IDONEI». Immediata la reazione degli interessati che hanno deciso di mobilitarsi, partendo dai social network dove sono stati lanciati alcuni hashtag - #idoneiinpiazza2015, #piùsicurezza, #nobloccoassunzioneidonei - proprio per organizzare la protesta fissata a Roma per mercoledì 11 febbraio davanti a Montecitorio.
In piazza è previsto scendano molti degli «idonei» che da Nord a Sud si sono ritrovati beffati (tra loro anche ha partecipato alla selezione all'interno delle forze armate.

PIOGGIA DI RICORSI. Tuttavia, il governo ha previsto che per i Beni culturali ci sia una deroga: questa scelta è, però, destinata a scatenare una pioggia di ricorsi alla magistratura per contestare la violazione del principio di non discriminazione.
«L'intento è di arrivare alla scadenza della graduatoria senza poterci dare la possibilità di subentrare 'naturalmente' alla cessazione del personale dipendente», hanno fatto sapere dai comitati che hanno organizzato la protesta.
Eppure l'esecutivo aveva promesso di «tutelare le aspettative degli idonei prima di procedere a nuove assunzioni». Salvo poi fare il dietrofront con la legge di Stabilità.

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