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CONFLITTO 9 Febbraio Feb 2015 0810 09 febbraio 2015

Ucraina, Putin: «La Russia non accetterà ultimatum»

Mosca smentisce le minacce di Berlino. E chiede la tregua nel Donbass. Ma Kiev denuncia l'invio del Cremlino di 1.500 soldati nel Sud Est del Paese.

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Il presidente della Russia, Vladimir Putin.

Il presidente della Russia Vladimir Putin fissa la road map per la pace in Ucraina. E mette in chiaro di non essere disposto ad accettare alcun ultimatum.
A diffondere il pensiero del leader del Cremlino è stato il suo portavoce Dmitri Peskov che ha, tuttavia, negato che la cancelliera tedesca Angela Merkel abbia lanciato un aut aut a Putin minacciando nuove sanzioni contro Mosca se questa non accetterà il piano di pace franco-tedesco per il Sud Est ucraino.
NIET AGLI ULTIMATUM. «Nessuno», ha detto Peskov a radio Govorit Moskva, «ha mai parlato e nessuno può mai parlare al presidente con il tono dell'ultimatum, neanche se vuole».
Insomma, per ora non c'è una vera minaccia alla Russia, ma se qualcuno volesse davvero mettere Putin con le spalle al muro saprebbe la risposta del presidente.
Intanto i ministri degli Esteri, per voce del francese Laurent Fabius, hanno deciso «di mantenere il principio» dell'allungamento della 'black list' Ue «per i i fatti di Mariupol» ma l'applicazione sarà presa alla luce della situazione sul terrenoed il punto è atteso per il 16 febbraio vincolate ai risultati del summit di Minsk «se si terrà».
GENTILONI: «MAI ARMI A KIEV». Sul tema è intervenuto il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni: «A prescindere dalla risposta che verrà dal negoziato a Minsk e dalle riflessioni che l'Italia ed i paesi favorevoli potranno fare sulla Russia» il nostro Paese «non condividerà né oggi né domani la risposta di chi scommette sulla opzione militare», ovvero sulla consegna di armi all'Ucraina.
MOSCA VUOLE LA TREGUA. Scontro sull'ultimatum a parte (Merkel è volata in usa da Barack Obama per capire le nuove mosse da compiere), il Cremlino ha fatto sapere che nel Paese c'è bisogno di «una tregua immediata» e della fine del blocco economico che Kiev ha decretato in autunno nelle zone occupate dai ribelli.
Per puntualizzare la sua strategia, Putin - il presidente russo è reduce dall'incontro con François Hollande e Merkel e dalla conference call con Petro Poroshenko, e i leader di Francia e Germania - ha scelto il quotidiano egiziano Al-Ahram in vista della visita al Cairo.
«I tentativi di Kiev di esercitare una pressione economica sul Donbass e scombussolare la sua vita di ogni giorno aggravano solo la situazione», ha spiegato Putin che sta preparando l'incontro di mercoledì 11 febbraio con l'Ucraina, l'Osce e i separatisti filorussi.

COLPA DELL'OCCIDENTE. Inoltre, per Mosca, la questione ucraina (nelle ultime 24 ore sono morti nove militari governativi e altri 26 sono rimasti feriti, mentre a Donetsk ci sono state cinque vittime causate dai bombardamenti) «non è esplosa per colpa della Russia», ma «è una conseguenza dei tentativi degli Usa e dei loro alleati occidentali che si ritengono 'vincitori' della Guerra fredda di espandere dappertutto la loro volontà». Anche se poi Kiev ha denunciato che nel Sud Est ucraino sono stati inviati 1.500 soldati russi e 300 mezzi militari, tra cui pezzi di artiglieria, missili Grad e camion.
LA NATO SI ALLARGA A EST. Addirittura per Putin, l'Occidente cerca di allontanare da Mosca alcune repubbliche ex sovietiche.
«Nel quadro del programma di partnership orientale dell'Ue», ha argomentato il leader russo, «sono stati compiuti dei tentativi di strappare via da Mosca alcuni Paesi mettendoli di fronte a una scelta artificiale tra Russia ed Europa».
Inoltre, per il Cremlino la Nato ha infranto la promessa di non allargarsi a Est.
UCRAINA MILITARIZZATA. Sempre dalle pagine del quotidiano egiziano Al-Ahram, Putin s'è detto preoccupato della «ampia militarizzazione» dell'Ucraina, che ha aumentato vertiginosamente le spese per la Difesa nonostante la crisi economica.
Secondo il leader del Cremlino, poi, Kiev «è sostenuta soprattutto da fondi internazionali, russi compresi e questo è definitivamente sbagliato»: «Speriamo che prevalga il buonsenso», è stato l'appello di Putin che nella stessa intervista ha anche criticato le azioni intraprese finora dalla coalizione antiterrorismo non sono sufficienti per combattere l'Isis.

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