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TERRORISMO 10 Febbraio Feb 2015 1628 10 febbraio 2015

Isis, Obama conferma la morte della donna ostaggio Usa

La Casa Bianca conferma il decesso. Il Pentagono: «Uccisa da jihadisti dell'Isis».

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La cooperante americana Kayla Jean Mueller.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha confermato, annunciandola con «profonda tristezza», la morte della operatrice americana Kayla Jean Mueller ostaggio dell'Isis.
«UCCISA DALL'ISIS NON DA RAID GIORDANI». Ma per il Pentagono, che nella serata di martedì 10 febbraio ha diffuso un comunicato del portavoce del dipartimento della Difesa, l'ammiraglio John Kirby, «non ci sono dubbi»: la morte della giovane cooperante americana Kayla Mueller è stata causata dall'Isis, non da un raid dei caccia giordani (come sostenuto dagli stessi jihadisti). A chiarirlo è stato il portavoce del dipartimento della Difesa, l'ammiraglio John Kirby.
Ancora non ci sono indicazioni precise sulle circostanze o sulla data della morte della giovane americana, rapita dall'Isis nel'agosto del 2013, ha detto l'ammiraglio Kirby, aggiungendo però che le affermazioni dell'Isis «non sono credibili».
CONDOGLIANZE DI OBAMA ALLA FAMIGLIA. In un comunicato diffuso da Washington, Obama ha spiegato che «in nome del popolo americano, Michelle ed io rivolgiamo le nostre più profonde condoglianze alla famiglia di Kayla, i suoi genitori Marsha e Carl, suo fratello Eric e la sua famiglia e tutti coloro che amavano Kayla. In questo momento di inimmaginabile sofferenza, il Paese si unisce al loro dolore».
ISIS INVIA FOTO ALLA FAMIGLIA. Per dimostrare la morte di Kayla, l'Isis ha inviato alla famiglia Mueller delle foto del suo cadavere. Lo ha appreso la Cnn da funzionari Usa.
PER ISIS VITTIMA RAID GIORDANI. La notizia della morte della Mueller era stata resa nota il 6 febbraio, all’indomani dei raid aerei giordani dopo l’esecuzione del pilota di Amman, Muadh Kassasbeh.
Secondo lo Stato islamico a uccidere la cooperante sarebbero stati gli stessi attacchi aerei del Paese arabo.
OBAMA: «RESPONSABILI DAVANTI ALLA GIUSTIZIA». La Casa Bianca non ha dato dettagli sulla scomparsa dell'operatrice americana.
Ma Obama ha fatto riferimento ai terroristi: «Non importa quanto tempo ci vorrà, gli Stati Uniti troveranno e porteranno davanti alla giustizia i terroristi responsabili per la prigionia e la morte di Kayla».
L'Isis, ha continuato il presidente democratico, è un «gruppo terroristico odioso, le cui azioni sono in estremo contrasto con lo spirito delle persone come Kayla».
NELLA REGIONE ALTRO OSTAGGIO. Dopo la morte di Kayla Mueller, nella regione «c'è almeno un altro ostaggio» americano, ha detto il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest rispondendo ad una domanda.
Probabilmente si riferiva all'ex marine e giornalista freelance Austin Tice, dato per sequestrato in Siria sin dal 12 agosto 2012.

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