TRAGEDIA 11 Febbraio Feb 2015 0845 11 febbraio 2015

Lampedusa, nel naufragio «330 migranti morti»

Strage di migranti nel Canale di Sicilia. I superstiti e l'Oim: «330 vittime».
Salvati solo nove profughi. In 29 morti assiderati. Cordoglio del papa. Foto.

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Sono catastrofiche le dimensioni dell'ennesima tragedia nel Canale di Sicilia. Almeno 330 persone sarebbero morte nel naufragio di quattro gommoni avvenuto il 9 febbraio davanti alle coste libiche.
A riferirlo è stata l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) che ha confermato i racconti di nove superstiti, recuperati da un mercantile italiano e giunti l'11 febbraio a Lampedusa con una motovedetta della Guardia costiera.
L'Oim ha spiegato che i gommoni partiti dalla Libia e naufragati, ognuno con un centinaio di persone a bordo, erano quattro.
MORTI ASSIDERATI. I sopravvissuti, originari del Mali e del Senegal, erano in due su un gommone e in sette sull'altro; uno di loro è un minore. Hanno raccontato di essere partiti sabato 7 febbraio dalle coste libiche insieme a un terzo barcone sul quale viaggiavano i 105 profughi soccorsi da due mercantili, 29 dei quali sono morti assiderati mentre venivano trasportati a Lampedusa dalle motovedette della Guardia Costiera.
MARE IN TEMPESTA. I gommoni avrebbero fatto naufragio nel pomeriggio di lunedì 9 febbraio, dopo essere stati capovolti dalle onde del mare forza 8. I nove superstiti sarebbero riusciti a salvarsi rimanendo aggrappati disperatamente ai tubolari prima di essere soccorsi da un rimorchiatore italiano. Non ci sono notizie, invece, di un quarto gommone. Secondo l'Unhcr, sono circa 110 finora i superstiti totali.



VERSO L'APERTURA DI UN'INCHIESTA. La zona del naufragio, nonostante le proibitive condizioni meteo, è già stata perlustrata dalle unità intervenute sul posto e da un aereo Atr 42 alla ricerca dei dispersi sulla cui sorte non vi sarebbero purtroppo speranze.
Il procuratore capo di Agrigento Renato Di Natale ha fatto sapere che probabilmente verrà aperta un'inchiesta sulla nuova strage del mare, mentre non si spengono le polemiche sull'operazione europea Triton (leggi il confronto con Mare Nostrum), definita dal presidente della Camera Laura Boldrini «inadeguata».
GRASSO E BOLDRINI: «AGIRE ORA È GIÀ TARDI». «L'Europa», ha aggiunto, «deve dotarsi di un sistema di monitoraggio e salvataggio ben più efficace di quello ora in vigore. Altrimenti, ogni espressione di dolore per le tragedie avrà il segno dell'ipocrisia».
Duro anche il presidente del Senato Pietro Grasso, secondo il quale «siamo chiamati, come cittadini europei, a rispondere non a un tribunale, ma alla nostra coscienza per ciascuna delle vittime del Mediterraneo. Esseri umani come noi: uomini, donne e bambini, aggrappati a una speranza più che a una zattera. Agire ora è già troppo tardi».
SOLIDARIETÀ DEL PAPA. «Preoccupazione», infine, è stata espressa da papa Francesco per «le notizie giunte da Lampedusa dove si contano altri morti tra gli immigrati a causa del freddo lungo la traversata del Mediterraneo. Desidero assicurare la mia preghiera per le vittime e incoraggiare nuovamente alla solidarietà», ha detto, «affinché a nessuno manchi il necessario soccorso».

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