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DIPLOMAZIA 12 Febbraio Feb 2015 1600 12 febbraio 2015

Caso Mensalao, Pizzolato si costituisce

Tangentopoli Brasile: l'ex banchiere, fuggito in Italia, aveva ricevuto l'estradizione. È in cella a Modena.

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Henrique Pizzolato

Si è costituito ai carabinieri ed è ora nel carcere di Modena Henrique Pizzolato, l'italobrasiliano direttore marketing del Banco do Brazil condannato in Brasile a 12 anni e 7 mesi per il giro di tangenti 'Mensalao' legato al finanziamento dell'opposizione all'ex presidente Lula. A dare la notizia è stato il suo legale, Alessandro Sivelli.
GESTO DOPO L'ESTRADIZIONE CONCESSA DALLA CASSAZIONE. Dopo che la Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di estradizione presentata dal governo brasiliano l'ex funzionario, che era in libertà dall'estate scorsa, si è costituito alla caserma dei carabinieri di Maranello per poi essere trasferito nel carcere 'Sant'Anna' di Modena.
L'AVVOCATO DIFENSORE: «STUPORE PER LA SENTENZA». «Non è mia abitudine commentare le decisioni dell'Autorità giudiziaria», ha scritto il legale dell'italobrasiliano. «Posso solo manifestare lo stupore per questa decisione che ha ribaltato la sentenza della Corte di Appello di Bologna, senza che intervenissero fatti nuovi». «Il trattato di estradizione italobrasiliano», prosegue l'avvocato, «prevede che l'estradizione non debba essere concessa nel caso in cui la condanna pronunciata dallo Stato richiedente sia stata emessa in violazione dei diritti di difesa e quando vi sia fondata ragione che la persona richiesta possa subire nelle carceri del Paese richiedente trattamenti inumani che violino i diritti fondamentali dell'uomo».
«Nel procedimento di estradizione», ha aggiunto Sivelli - è stato dimostrato che Henrique Pizzolato è stato processato dal Supremo tribunale federale e non dal Tribunale ordinario, giudice naturale del procedimento a suo carico e che gli è stato negato il diritto di impugnare la sentenza». «È stato violato il diritto al doppio grado di giudizio che garantisce qualsiasi imputato dall'errore giudiziario. Quanto alla situazione delle carceri brasiliane sono stati documentati, attraverso reports attuali di autorevoli organizzazioni internazionali (Amnesty Ynternational, HRW) di autorevoli organismi internazionali (ONU, Corte Interamericana dei Diritti Umani) ed anche di istituzioni dello stesso Stato brasiliano, i trattamenti disumani e degradanti subiti dai detenuti, ma soprattutto è stato documentato che lo Stato brasiliano non è in grado di garantire la sicurezza personale dei detenuti», ha spiegato l'avvocato.
IL LEGALE: «RICORREREMO ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI». «Le carceri brasiliane sono in mano ad organizzazioni criminali che non esitano ad uccidere detenuti che non cedono alle loro pretese estorsive». «Invito chiunque a verificare su internet tale situazione cliccando le parole 'carceri brasiliane'».
«È nostra intenzione», ha dichiarato il legale, «ricorrere alla Corte europea dei diritti dell'uomo, ed è già stato presentato ricorso alla Corte interamericana dei diritti umani, e chiedere al ministro della Giustizia italiana di non concedere l'estradizione. Siamo fiduciosi, anzi, certi che il ministro non concederà l'estradizione, così come ha già provveduto in un caso analogo con il quale ha negato l'estradizione del cittadino italo-brasiliano Salvatore Cacciola, in quanto lo Stato brasiliano non riconosce il principio di reciprocità e quindi non consente di estradare i propri cittadini. Henrique Pizzolato», ha concluso conclude Sivelli, «ha sempre dichiarato di essere disponibile ad essere processato per gli stessi fatti dall'Autorità Giudiziaria italiana ed è pronto a scontare la pena in Italia qualora venisse riconosciuto responsabile».

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