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TRAGEDIA 12 Febbraio Feb 2015 1522 12 febbraio 2015

Catania, posti finiti negli ospedali: neonata muore in ambulanza

Trasferita d'urgenza a Ragusa, la piccola è deceduta dopo il parto per una crisi respiratoria. Mattarella «incredulo».

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Ambulanze e auto della polizia all'ospedale Garibaldi di Catania.

Ennesimo caso di malasanità nel Mezzogiorno.
Una neonata che ha avuto gravi crisi respiratorie dopo la nascita in una clinica privata di Catania è morta nell'ambulanza che la stava trasferendo a Ragusa perché in tre ospedali di Catania non c'era un posto letto disponibile.
MATTARELLA «INCREDULO». In una telefonata al governatore della Sicilia Rosario Crocetta, il capo dello Stato Sergio Mattarella ha espresso «incredulità» per la morte della neonata.
APERTA UN'INCHIESTA. Sull'episodio la procura ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità mediche e la disponibilità di strutture cliniche non adeguate a Catania o nelle province più vicine. È stato infatti chiesto l'intervento del 118, che ha avviato un monitoraggio nei tre ospedali catanesi deve è presente la terapia intensiva pediatrica: il Garibaldi, il Santo bambino e il Cannizzaro. Ma in nessuno dei tre centri era disponibile un letto. L'unico ospedale della Sicilia orientale che ha risposto all'appello è stato quello di Ragusa. Secondo una prima ricostruzione, la piccola sarebbe entrata in crisi respiratoria dopo il taglio del cordone ombelicale post parto, avvenuto regolarmente la notte dell'11 febbraio in una clinica privata. Nella sala erano presenti, tra gli altri, il ginecologo di fiducia della donna, un anestesista, un rianimatore e un neonatologo.
VIOLENTA CRISI RESPIRATORIA. I medici si sono accorti subito della gravità del quadro clinico della neonata e hanno contattato le Unità di trattamento intensivo neonatale (Utin) di Catania per trasferire d'urgenza la piccola paziente. Ma le 35 culle erano tutte 'piene', senza disponibilità di posti. È stato così contattato il 118 che ha cercato e trovato una Utin disponibile nell'ospedale 'Paternò-Arezzo' di Ragusa. La clinica ha quindi provveduto, con un'ambulanza privata, dotata di una termoculla, al trasporto della neonata a Ragusa, con al seguito i medici specialisti. Dopo Vizzini, e in territorio della provincia di Ragusa, prima dell'alba, la piccola paziente ha avuto una violenta crisi. I medici a bordo dell'ambulanza hanno tentato di rianimarla, ma la neonata è morta.
MEDICI SENTITI DALLA POLIZIA. I medici presenti sull'ambulanza, su delega del sostituto procuratore di Ragusa, Serena Minicucci, sono stati sentiti dalla polizia di Stato, come persone informate sui fatti. Il magistrato deciderà se disporre l'autopsia. Intanto a Catania, dopo la denuncia di familiari della piccola deceduta ai carabinieri, la Procura ha aperto un'altra inchiesta, per gli atti d'urgenza, disponendo il sequestro della cartella clinica nella casa di cura.
Vuole «giustizia e sapere se c'è stata negligenza» la nonna paterna della piccola Nicole.
Vuole sapere se «dall'una alle quattro della notte scorsa si sia perso del tempo prezioso» e se i medici si sono accorti che stava male, e se hanno accelerato: noi vogliamo la verità».
LORENZIN INVIA GLI ISPETTORI IN SICILIA. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha espesso «profondo sdegno per la morte della neonata, una vicenda che lascia sgomenti». E ha sottolineato: «Abbiamo immediatamente inviato gli ispettori in Sicilia per fare luce sulla morte della neonata a Catania. Abbiamo chiesto una relazione dettagliata e in tempi brevi».
LA DIRIGENTE: «DISPONIBILITÀ SCARSA». «I posti nelle Unità di terapia intensiva neonatale a Catania sono certamente meno di quelli che sarebbero necessari», ha affermato la dirigente dell'Utin dell'ospedale Garibaldi-Nesina di Catania, Angela Motta, uno dei reparti che era senza posto. «Abbiamo ricevuto la chiamata del 118 che ci ha chiesto la disponibilità di un posto impersonale. Il reparto è pieno, abbiamo 10 posti letto, e non c'era la disponibilità. Ci sono dei criteri per la priorità nei ricoveri nelle Utin, fissati da un protocollo del 2014, che noi applichiamo da due anni». A Catania sono ufficialmente all'incirca 35, distribuiti in quattro ospedali, i posti nelle Utin, due delle quali sono senza primario, sostituiti da pediatri, un neonatologo e un chirurgo.
IL SINDACO: «INDAGINE CHE NON GUARDERÀ IN FACCIA NESSUNO». Per il sindaco di Catania Enzo Bianco «si tratta di un episodio gravissimo, che conferma come sia assolutamente indispensabile un coordinamento non soltanto tra le strutture catanesi, che da tempo abbiamo avviato, ma tra quelle dell'intera città metropolitana». «Non possiamo permettere», ha aggiunto Bianco, «che si verifichino simili tragedie. Quando i posti in determinati reparti specialistici si esauriscono, deve immediatamente scattare un piano alternativo che consenta di trasportare il paziente nella struttura più vicina e nel più breve tempo possibile, nell'indagine non guarderemo in faccia a nessuno».
Sull'episodio è intervenuta anche l'assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino, che ha convocato i manager delle aziende ospedaliere di Catania, sul caso, e annunciato l'avvio di un'inchiesta interna.

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