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TENDENZE 12 Febbraio Feb 2015 1050 12 febbraio 2015

Il mal d'amore si cura con le medicine

Fa smettere di soffrire. E consente di superare la depressione post separazione. Dalla scienza arriva la soluzione chimica per i cuori infranti.

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da Londra

Secondo il neuro-etico Brian D. Earp, la medicina può aiutare a superare il mal d'amore.

Lucrezio, Ovidio, Shakespeare, ma anche Twilight e 50 Sfumature di grigio: l’amore e la sofferenza perché si ama troppo l’han sempre fatta da padrone in letteratura, dall’antichità fino ai vampiri e al bondage del giorno d’oggi.
Di fronte a tutte le lacrime che abbiamo speso per la triste chiusura di una relazione di coppia, o per la tortura di una passione non ricambiata, viene da chiedersi: ma l’amore, si può curare?
MEDICINE ANTI-AMOROSE. Pensano di sì alcuni scienziati, al lavoro sullo sviluppo di speciali medicine anti-amorose, e il cui credo principale è la cura dell’amore attraverso la medicina.
Il concetto che sta alla base di questa curiosa teoria, è che l’amore vada trattato come una qualsiasi depressione, o dipendenza.
COME UNA DROGA. «L’amore è una droga» ha commentato il neuro-etico Brian D. Earp in riferimento a un articolo pubblicato sulla rivista accademica New Scientist. «Recenti studi sul cervello hanno mostrato ampi parallelismi tra gli effetti di certe droghe che danno dipendenza e l’esperienza di essere innamorati» ha continuato. «Entrambe attivano il sistema cerebrale del rinforzo, facendoci sentire sopraffatti al punto che ci dimentichiamo di tutto il resto». In termini neuro-chimici, ha aggiunto Earp, «amore e droga possono essere considerati equivalenti».
CURE PER CUORI INFRANTI. È giusto, quindi, considerare il mal d’amore al pari di dipendenza e depressione? Vogliamo davvero curare con la medicina il mal d’amore?
In certi Paesi medicine anti-cuore spezzato sarebbero già in uso. In Israele, ha scritto il quotidiano inglese Independent, alcuni ebrei ultraortodossi avrebbero prescritto antidepressivi a giovani studenti per contenerne libido ed emozioni.

Una soluzione per evitare mesi (o anni) di tormenti

Per gli scienziati c'è un parallelismo tra gli effetti di droga e amore.

Difficile negare che, a volte, soffrire per amore si riveli particolarmente complicato, di certo difficile da gestire, e una lunga tortura dalla quale si riesce a uscire dopo mesi, a volte anni, di tormento.
L’amore, sì, può essere causa di depressione, ed è proprio questo il meccanismo che Earp e i suoi vogliono cambiare.
«Vale anche per relazioni difficili e pericolose», ha spiegato l'esperto. «La parte debole di queste coppie sa di doverne uscire, ma non è in grado di fare a meno dell’attaccamento emotivo».
STORDIRE I SENTIMENTI. Prendere una medicina che aiuti i soggetti a rompere una relazione abusiva, per esempio, potrebbe giustificare il fatto di dover ricorrere alla scienza per ‘guarire’ dall’amore e dalla dipendenza. Poco importa se stordire i sentimenti, attenuarli e attutirli, come fossimo in un mondo di ovatta, possa non essere considerato eticamente corretto.
MEGLIO I RIMEDI NATURALI. Earp si è limitato ad accennare alle motivazioni etiche che rendono lo stesso concetto di curare l’amore attraverso una medicina qualcosa di ben poco naturale: «È importante prendere tutte le precauzioni del caso e stare attenti», ha concluso lo scienziato, «ricordando di ricorrere anzitutto a trattamenti non biochimici».
SFOGARE LA SOFFERENZA. In altre parole, prima si deve cercare di guarire dall’amore a vecchio modo: piangendo, sentendosi vuoti dentro, chiamando tutti gli amici (anche-quelli-dell’asilo), appigliandosi a qualsiasi cosa per distrarsi, maledicendo il destino, l’amato e se stessi, chiudendosi in casa, uscendo tutte le sere, ubriacandosi, mangiando Nutella e patatine fritte, digiunando, strappando le foto, guardando film strappalacrime, viaggiando. Poi, in caso tutto questo non dovesse funzionare, si può pensare di ricorrere agli antidepressivi: sempre sperando che, una volta passati attraverso tutte le fasi della sofferenza amorosa, ci si renderà conto che delle medicine non c’è proprio bisogno.

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