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VERTENZA 13 Febbraio Feb 2015 1530 13 febbraio 2015

Ilva, Delrio: «Liquidità in due settimane»

Il sottosegretario: «Le aziende dell'indotto resistano. Con l'approvazione del decreto fornitori pagati». Da Cdp finanziamenti fino a 400 milioni di euro.

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La protesta dei lavoratori Ilva a Palazzo Chigi.

Da 8 mesi senza stipendio, autotrasportatori e altri lavoratori dell'indotto Ilva sono partiti con 11 autobus alla volta di Roma per un sit-in davanti a Palazzo Chigi. Al fianco dei lavoratori il sindaco di Taranto Ippazio Stefano, il presidente della Provincia Martino Tamburrano, il presidente di Confindustria Taranto Vincenzo Cesareo e alcuni rappresentanti sindacali.
I lavoratori sostengono di non poter attendere la conversione in legge del decreto Ilva, e rivendicano il pagamento almeno di una parte dei crediti vantati, che ammontano complessivamente a 15 milioni di euro.
«IN GIOCO IL FUTURO DI MIGLIAIA DI FAMIGLIE». Giacinto Fallone, uno dei portavoce della protesta, ha detto che a Roma «si deciderà il futuro di migliaia di famiglie di Taranto. Se non avremo le certificate garanzie per il ristoro dei nostri crediti, ormai antichi ma necessari, con sommo dispiacere, ma con determinazione, saremo noi a chiudere lo stabilimento Ilva di Taranto. Almeno porremo su un piano di parità i destini di tutti». Una delegazione dei manifestanti ha chiesto di essere ricevuta dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal sottosegretario Graziano Delrio.
INCONTRO IN CORSO A PALAZZO CHIGI. E proprio a Palazzo Chigi sarebbe in corso un incontro sul futuro dell'indotto Ilva tra il sottosegretario Delrio, il ministro Guidi, il sottosegretario Bellanova, il relatore del decreto sull'impianto e una delegazione delle parti sociali accompagnate dal sindaco di Taranto, mentre fuori dal palazzo continua il sit-in dei lavoratori.
GASPARRI: «EMENDAMENTO PER SALVARE L'INDOTTO». Anche il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, ha incontrato i lavoratori giunti a Roma per discutere della vertenza. «Insieme alla senatrice Pelino ho presentato in Commissione al Senato degli emendamenti al decreto Ilva che tengono conto della grave situazione in cui versano le imprese dell'indotto, cui serve urgentemente il pagamento dei crediti vantati pena il fallimento. Il nostro impegno su questo fronte è determinato. Ne abbiamo più volte parlato con gli amministratori locali e con i rappresentanti di categoria e continueremo la nostra azione perché il governo garantisca a migliaia di lavoratori e alle loro famiglie di poter andare avanti», ha dichiarato Gasparri.
DELRIO: «LIQUIDITÀ IN DUE SETTIMANE». Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, al termine della riunione a palazzo Chigi, ha fatto sapere che con l'approvazione del decreto Ilva l'azienda «avrà grande liquidità e sarà in grado di pagare immediatamente i fornitori. Questo è un elemento di grande positività. Per tutte le aziende dell'indotto e dell'autotrasporto si tratta di resistere due settimane». Il sottosegretario Delrio ha anche ricordato come l'indotto abbia «crediti importanti verso l'Ilva. A sostegno del settore il governo sta preparando degli emendamenti sulla prededucibilità dei crediti e questa prededucibilità includerà gran parte di queste aziende».
DA CDP 400 MILIONI DI EURO. A finanziare Ilva Spa in amministrazione straordinaria sembra destinata a intervenire Cassa depositi e prestiti, fino a un importo massimo di 400 milioni di euro con garanzia da parte dello Stato. L'indiscrezione è emersa al termine dell'incontro di Palazzo Chigi, da una fonte vicina al dossier.

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