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ALLARME 13 Febbraio Feb 2015 1602 13 febbraio 2015

Libia, l'ambasciata italiana: «Lasciate subito il Paese»

Appello da Tripoli ai connazionali. Gli islamisti conquistano Sirte e mandano in radio la predica del Califfo. Gentiloni: «Pronti a combattere».

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Un miliziano in Libia.

Appello dell'ambasciata italiana in Libia: i nostri connazionali devono immediatamente lasciare il Paese per motivi di sicurezza. L’invito è stato spedito dalla sede diplomatica di Tripoli e potrebbe essere il passo preliminare alla chiusura dell'ambasciata stessa.
Il personale diplomatico è già stato richiamato a Roma: nella capitale libica sono rimasti soltanto l’ambasciatore e i suoi più stretti collaboratori.
JIHADISTI CONTROLLANO SIRTE. La situazione sul terreno, infatti, peggiora sempre di più. I jihadisti alleati dell'Isis hanno occupato radio e televisioni locali a Sirte, la città sull'omonimo golfo, e controllano parte della città. I libici si sono svegliati con la predica del califfo al Baghdadi diffusa dalla radio, mentre sono state pubblicate su internet le immagini di 21 prigionieri in tuta arancione, ripresi sulla spiaggia di Sirte. Si tratterebbe di 21 cittadini egiziani definiti «miscredenti» e «cristiani copti».
AL-SISI: «LASCIATE LA LIBIA». Anche il presidente egiziano al Sisi ha invitato i suoi connazionali a lasciare precipitosamente il Paese. Le bande jihadiste che si appresterebbero a uccidere gli ostaggi sarebbero le stesse che qualche giorno fa hanno ucciso a un posto di blocco un gruppo di miliziani di Misurata.
GENTILONI: «ITALIA PRONTA A COMBATTERE». A tenere alta l'attenzione sulla minaccia jihadista anche il ministo degli Esteri italiano Paolo Gentiloni.«L'Italia è minacciata dalla situazione in Libia, a 200 miglia marine di distanza», ha detto ai microfoni di SkyTg24. «Se non si trova una mediazione», ha aggiunto, «bisogna pensare con le Nazioni Unite a fare qualcosa in più: l'Italia è pronta a combattere in un quadro di legalità internazionale».
L'ALLARME DI RENZI AL CONSIGLIO EUROPEO. Al Consiglio europeo anche il premier Matteo Renzi aveva lanciato l’allarme per la situazione in Libia, prendendo atto che i tentativi di dialogo per un governo di pacificazione nazionale non hanno prodotto i risultati sperati. Renzi aveva anche annunciato che l’Italia «è pronta a fare la sua parte» per riportare l'ordine nel Paese.

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