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INDAGINE 13 Febbraio Feb 2015 0920 13 febbraio 2015

Swissleaks, i nomi degli italiani con i soldi in Svizzera

Pubblicati i nomi di 7.499 clienti di Hsbc. In molti hanno approfittato dello Scudo fiscale di Tremonti.

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Hervé Falciani.

Dopo il terremoto creato dalla diffusione della lista Falciani, sono arrivati i nomi dei clienti italiani della banca Hsbc. Nella lista di 7.499 persone pubblicata da L'Espresso, ci sono anche personalità conosciute.
Bisogna premettere che la metà dei depositi, 6,8 miliardi di euro, è stata svuotata prima del 2007, mentre 1.264 posizioni sono state sanate con lo scudo fiscale voluto da Giulio Tremonti nel 2009.
DA CAVALLI A MANNHEIMER. Tra i nomi eccellenti ci sono lo stilista Roberto Cavalli con 1,7 milioni, Luigi Maria Clementi (134 milioni), presidente del gruppo “I grandi viaggi” ed Enrico Ferrari (4,1 milioni), già presidente dell’Autodromo di Monza.
E spuntano anche Luigi Luini, 'il re dei panzerotti' di Milano, con 250 mila euro, il sondaggista Renato Mannheimer, già indagato per frode fiscale, che ha detto di «non avere memoria del conto».
SERRA: «CONTO TRASPARENTE». Il renziano Davide Serra, residente a Londra, invece ha detto che il suo conto «è in totale trasparenza e in accordo con il fisco inglese».
Silenzio tra i vip coinvolti. Tra questi non sono arrivati commenti dalla scrittrice Ludina Barzini (7 milioni) così come da Stefania Sandrelli e Ornella Vanoni.
RITORNA STRACQUADANIO. Tra i nomi emersi anche quello di Giorgio Stracquadanio, politico di Forza Italia, morto nel 2014 e molto legato a Marcello Dell'Utri. Sul suo conto alla Hsbc aveva una disponibilità di 10,7 milioni di dollari. Al Corriere della Sera la sorella dell'ex deputato, Tiziana, giustifica così: «I soldi su quel conto sono un'eredita di mia madre, quel deposito non c'entra nulla con la politica».
DA TELECOM A BENETTON. Nella lista Falciani spunta anche il nome del presidente Telecom Giuseppe Recchi, che ha fatto sapere che il suo conto, chiuso nel 2004, rappresenta un investimento personale prontamente denunciato. Stesso discorso per l'amministratore delegato di Benetton Airoldi: «Sono investimenti effettuati tramite fiduciaria, legittimamente detenuti e regolarmente dichiarati in Italia».
Nella categoria ''smemorati'' l'Espresso ha messo ancheLuigi Zunino, l'uomo d'affari costretto a ceder il controllo del suo gruppo immobiliare Risanamento: «Francamente non ricordo di avere mai avuto un conto alla Hsbc di Ginevra». Un conto che in realtà è stato aperto nel 1998 e chiuso nel 2002.
TORNA IL NOME DI GENOVESE. E, dalla Svizzera, sono emersi anche i nomi di 351 indiziati di voler nascondere le proprie ricchezze. Il più in vista e già noto alle cronache è il deputato del Pd Francantonio Genovese, arrestato a maggio del 2014, che nel 2005 avrebbe portato all'estero circa 16 milioni di euro.
Il nodo della questione, in questo caso, è l'ipotesi di una frode fiscale attraverso il sistema di polizze assicurative del gruppo Credit Suisse. All'esame delle autorità italiane ci sono un migliaio di polizze, che avrebbero permesso di occultare al fisco circa otto miliardi di euro.

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