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GUERRA NELL'EST 13 Febbraio Feb 2015 1130 13 febbraio 2015

Ucraina, altri morti prima della tregua

Stop al fuoco previsto il 15 febbraio. Ma il conflitto prosegue. Kiev: «Otto militari uccisi nel Donbass».

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Tank ucraini nel Sud Est del Paese.

Nell'Est dell'Ucraina i combattimenti, così come i bombardamenti di artiglieria, stanno proseguendo senza ridursi di intensità nonostante l'accordo raggiunto il 12 febbraio a Minsk, che prevede un cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte tra sabato 14 e domenica 15 febbraio.
Secondo quanto riferito dal portavoce dello Stato maggiore delle truppe governative di Kiev, Vladislav Selezniov, almeno otto militari ucraini sono morti e altri 34 sono rimasti feriti tra il 12 e il 13 febbraio nel conflitto del Donbass.
PER I FILORUSSI I MORTI UCRAINI SONO 42. Ma Eduard Basurin, portavoce del ministero della Difesa dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, ha affermato che Kiev nei combattimenti ha perso 42 uomini. Non è chiaro se le vittime di cui parlano Kiev (8 morti) e il Donbass (42 morti) siano per episodi diversi o sia un diverso bilancio dello stesso scontro.
I MEDIA: COLPI DI ARTIGLIERIA PROSEGUONO. Le notizie di rinnovati colpi di artiglieria sono arrivate da diverse fonti mediatiche sul terreno: nella notte tra il 12 e il 13 febbraio ci sono stati bombardamenti a Lugansk, ha riferito la Bbc, e la mattina del 13 lo stesso scenario si è riproposto a Donetsk, come hanno riportato i corrispondenti sia della tivù inglese sia di Ria Novosti. «Il nemico ha bombardato posizioni delle forze dell'operazione antiterroristica con la stessa intensità di prima», ha riferito il portavoce militare di Kiev, Vladyslav Seleznyov, aggiungendo che i combattimenti sono stati particolarmente pesanti nella zona del nodo ferroviario di Debaltsevo, dove separatisti hanno usato razzi e artiglieria.
MOSCA: «PRONTI AL CESSATE IL FUOCO MA NO DEI RIBELLI». Ora Mosca dice che la Russia era pronta ad appoggiare un cessate il fuoco immediato, ma che non è stato ritenuto fattibile dai ribelli filorussi dare vita a una tregua duratura. La diplomazia comunque non si ferma, almeno a parole e nei contatti. Il Cremlino ha fatto sapere che i leader di Ucraina, Russia, Germania e Francia che hanno negoziato il cessate il fuoco di Minsk sono in contatto sulla crisi e nei prossimi giorni dovrebbero sentirsi al telefono.
E Valdimir Putin ha dato incarico a degli esperti militari russi di analizzare la situazione nella zona di Debaltseve, lo strategico snodo ferroviario nel Sud Est ucraino dove i ribelli sostengono di aver circondato migliaia di militari ucraini e ne chiedono la resa.
Ma le autorità di Kiev negano la resa e non vogliono cedere quella fetta di territorio. La questione di Debaltseve è considerata critica per la messa in atto dei nuovi accordi di Minsk.

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