Copenaghen Killer Hussein 150215214354
PROFILO 15 Febbraio Feb 2015 2338 15 febbraio 2015

Copenaghen, il killer era appena uscito di prigione

Il killer danese aveva lasciato il carcere da due settimane. Cittadino scandinavo, 22 enne, già arrestato per un accoltellamento. E controllato dai servizi segreti.

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Omar Abdel Hamid El-Hussein in una fotografia della polizia danese. El- Hussein è stato ucciso il 15 febbraio, è ritenuto il responsabile della strage di Copenaghen.

Giovane, danese e terrorista. Omar Abdel Hamid El-Hussein, il killer dei due attentati di Copenaghen, aveva solo 22 anni. Pregiudicato, più volte condannato, era uscito di carcere appena due settimane fa, dopo un'aggressione aggravata. È lui che, secondo una testimone, il 14 febbraio ha gridato 'Allah Akbar' mentre sparava all'impazzata una raffica di mitra contro il centro culturale dove si svolgeva un dibattito sulla strage di Charlie Hebdo e poi in nottata contro una sinagoga.
ARRESTATO PER UN ACCOLTELLAMENTO. I media danesi forniscono un ritratto di El-Hussein, nato in Danimarca ma di origini arabe, che comincia ad avere i contorni precisi, quasi come la foto messa in circolazione nelle ultime ore, quella di un ragazzo uscito dal movimento post-adolescente delle bande di periferia. Omar Abdel Hamid El-Hussein era uscito di prigione da due settimane. Nel novembre 2013 era stato arrestato per l'accoltellamento di un ragazzo di 19 anni - allora suo coetaneo - alla stazione di New Ellebjerg. La vittima era stata colpita dal grosso coltello di El-Hussein a ripetizione, a una gamba e al gluteo. Il giovane Abdel Hamid, subito fermato, risultò già ricercato per aggressione. Fu processato e condannato. Quando, lo scorso dicembre, arrivò la sentenza, due anni di carcere per aggressione aggravata, era già in carcere e la pena risultò scontata. Per questo uscì di prigione 15 giorni fa e, nonostante il suo nome fosse noto ai servizi di informazione danesi, poté cominciare a preparare il suo attentato.
EMULAZIONE DEI TERRORISTI FRANCESI. Non ci sono al momento notizie precise sulla sua adesione alle idee fondamentaliste dello stato islamico o della jihad, ma le grida inneggianti ad Allah mentre sparava e la forte similitudine degli obiettivi scelti con quelli dei sanguinosi attentati di gennaio a Parigi fanno propendere gli inquirenti per l'ipotesi di un emulatore dei terroristi francesi. Anche l'immediato passaggio all'azione di El-Hussein dopo l'uscita dal carcere, dimostra - in analogia con i casi dei fratelli Kouachi e di Coulibaly a Parigi - che l'indottrinamento e l'affiliazione alle idee della 'guerra santa' è avvenuto anche questa volta durante la detenzione.

La mappa degli attentati di Copenaghen (Ansa centimetri).

Il giorno dopo il doppio attentato ad un convegno sulla libertà espressione ed a una sinagoga nella capitale danese, che ha provocato due morti tra i civili e cinque agenti feriti, l'attenzione degli inquirenti si concentra sulle modalità e il movente del killer, e soprattutto se abbia agito o meno da solo. Secondo il direttore dell'intelligence Jens Madsen, el Hussein potrebbe essere legato al radicalismo islamico e potrebbe «essersi ispirato dagli eventi di Parigi e dal materiale diffuso dall'Isis».
NON È UN FOREIGN FIGHTER. Rispetto agli attentatori di Parigi, però, non ci sono elementi per pensare che si sia recato in Iraq o Siria per addestrarsi e combattere al fianco dei jihadisti dell'autoproclamato Stato Islamico. Nel frattempo, la polizia ha avviato diverse operazioni per verificare se abbia agito da solo, tesi che al momento appare la più accreditata, anche se i media locali hanno riferito di due arresti in un internet café di Norrebro, il quartiere dove il giovane è stato ucciso dalla polizia, che lo aveva rintracciato dopo una corsa in taxi. E si delineano meglio anche i contorni della vicenda. Il giovane, di corporatura atletica, abiti scuri e una sciarpa che gli copriva il volto, ha fatto irruzione in un edificio dove si ricordava la strage del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, probabilmente per uccidere il vignettista svedese Lars Vilks, in passato minacciato di morte per avere pubblicato una vignetta su Maometto.
LA POLIZIA PROTEGGEVA IL CONVEGNO. Le persone all'interno hanno riferito di aver sentito le sue urla in arabo seguite da una raffica di arma automatica. La strage è stata evitata perché la polizia proteggeva il convegno, che si teneva in un'altra sala. Ma tre agenti sono rimasti feriti e un civile, un regista 55enne, è rimasto ucciso, prima che il killer riuscisse a dileguarsi, prima in macchina, e poi in taxi, e colpire poche ore dopo la sinagoga, dove ha ucciso un custode ebreo 37enne e ferito altri due poliziotti. Il 15 febbraio alla sinagoga, centinaia di persone hanno deposto fiori per le vittime e anche palloni di basket, in ricordo della guardia uccisa che aveva una grande passione per questo sport. E Copenaghen ha pianto le sue vittime e si è scoperta ad avere paura del terrorismo, come Parigi, Londra, Madrid. E adesso, forse, anche Roma.

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