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PAURA 15 Febbraio Feb 2015 0819 15 febbraio 2015

Copenaghen, ucciso il responsabile degli attentati

Blitz della polizia dopo gli attacchi terroristici. Appello di Netanyahu agli ebrei europei: «Israele è la vostra casa».

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La polizia danese in azione.

Dopo una giornata di terrore, il blitz della polizia.
Le forze dell'ordine di Copenaghen hanno reso noto di aver ucciso a colpi di pistola nella notte tra il 14 e il 15 febbraio il responsabile degli attentati del 14 febbraio, dove hanno perso la vita dil regista 55enne Finn Norgaard, ucciso durante il primo attacco, e il 37enne Dan Uzan.
Il killer era un giovane danese di 22 anni che aveva precedenti penali. Secondo il giornale danese Ekstrabladet che cita fonti della polizia si tratterebbe di Omar Abdel Hamid El-Hussein.
DAL VIGNETTISTA AGLI EBREI. Il primo attacco si è verificato in un locale cittadino, dove era in corso un incontro sull'Islam, e avrebbe avuto come obiettivo il vignettista Lars Vilks. Rimasto illeso così come l'ambasciatore francese in Danimarca, anche lui presente all'evento.
In serata poi si è verificata una nuova azione, davanti a una sinagoga, dove è stata uccisa un'altra persona. In quest'ultimo caso, la vittima è un membro della comunità ebraica, che svolgeva funzioni di guardiano durante una tradizionale festa di bar mitzvah. Secondo quanto hanno riportato i media israeliani l'uomo tenendo la porta chiusa avrebbe evitato una strage di ben altre dimensioni.
«ISPIRATO DALLA STRAGE DI PARIGI». Gli inquirenti danesi ritengono che l'attentatore di Copenaghen sia legato al radicalismo islamico. «Siamo lavorando sull'ipotesi che l'attentatore possa essersi ispirato dagli eventi di Parigi e dal materiale diffuso dall'Isis e da altri», ha spiegato in conferenza stampa il direttore dell'intelligence Jens Madsen. Dalle prime indagini condotte dalla polizia danese, secondo quanto ha riferito l'investigatore Joergen Skov, «nulla suggerisce che ci sia un altro attentatore, oltre a quello ucciso dagli agenti vicino alla stazione, coinvolto nelle sparatorie che hanno insanguinato Copenaghen».
Tuttavia, secondo i media danesi, la polizia ha arrestato almeno altre due persone in un internet cafè della capitale. Il portavoce della polizia Steen Hansen ha precisato che «l'azione è parte dell'inchiesta», ma non ha fornito ulteriori dettagli.
La polizia danese sta compiendo «diverse operazioni» per verificare se l'uomo ucciso abbia agito da solo. In partciolare è emerso chel'uomo sarebbe fuggito dal luogo del primo attentato in taxi.
«ATTACCO CONTRO LA DANIMARCA». Sui fatti è intervenuto anche il premier danese Helle Thorning-Schmidt , che ha detto: «Questa è una mattina molto triste, i nostri pensieri vanno alle vittime e alle loro famiglie. Due persone innocenti hanno perso la vita in seguito a un cinico atto di terrore contro la Danimarca. La polizia», ha aggiunto, «ha agito rapidamente e in modo focalizzato per garantire la sicurezza dei cittadini».
«Vogliono sopprimere la nostra libertà di espressione, vogliono sopprimere la nostra convinzione nella libertà di religione...», ha chiosato.
L'APPELLO (CRITICATO) DI NETANYAHU. «Di nuovo gli ebrei vengono uccisi su suolo europeo solo perché sono ebrei. Questa ondata di attacchi terroristici continuerà», ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu dopo l'attentato di Copenhagen. «Israele», ha ribadito rivolgendosi agli ebrei d'Europa, «è la vostra casa».
Ma al suo appello ha risposto il rabbino capo danese, Jair Melchioril: «Il terrorismo non è una buona ragione per andare in Israele». Il rabbino, citato dai media israeliani, si è detto «deluso» delle parole del premier su l'emigrazione in Israele.
LA SOLIDARIETÀ DELLA POLITICA. «Desidero esprimere a Helle Thorning-Schmidt la totale solidarietà dell'Italia e del governo per l'attentato di oggi. Facciamo nostri il dolore e la forza della Danimarca di fronte alla minaccia della violenza e dell'odio», ha detto il premier Matteo Renzi. «L'Europa non sarà intimidita», ha affermato invece l'Alto rappresentante della Ue Federica Mogherini.
CHARLIE HEBDO: «SIAMO TUTTI DANESI». Patrick Pelloux, editorialista del giornale satirico francese Charlie Hebdo ha invitato tutti gli artisti a «non cedere all'autocensura o alla paura». «Oggi siamo tutti danesi», ha commentato, «dobbiamo essere fermi e non avere più paura».

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