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SEQUESTRO 15 Febbraio Feb 2015 1857 15 febbraio 2015

Tripoli, scafisti armati minacciano motovedetta italiana

I militari, non armati, stavano soccorrendo un'imbarcazione con dei profughi a bordo.

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Lampedusa: motovedetta della Guardia costiera con a bordo alcuni migranti soccorsi (11 febbraio 2015).

Il pomeriggio del 15 febbraio uomini armati su un barchino hanno minacciato la Guardia costiera italiana che stava soccorrendo un'imbarcazione con migranti a bordo, a circa 50 miglia dalla capitale libica. Il gruppo ha intimato agli italiani di lasciare loro l'imbarcazione dopo il trasbordo dei migranti.
QUATTRO UOMINI CON KALSHNIKOV. «Mentre l'equipaggio (...) traeva in salvo dei migranti da un barcone davanti alle coste libiche», ha spiegato Maurizio Lupi, titolare del ministero dei Trasporti, da cui dipende il Corpo della Guardia costiera, «si è avvicinato un barchino veloce con a bordo quattro persone armate di kalashnikov che hanno minacciato i marinai italiani per riprendersi il barcone vuoto e riportarlo indietro per poterlo riutilizzare». E così è avvenuto.
I SOCCORSI NON SONO ARMATI. Il fatto, a quanto si apprende, è accaduto tra le 15 e le 16 del pomeriggio. La motovedetta della Guardia costiera, una volta terminato il soccorso dei migranti, ha lasciato in mare l'imbarcazione usata dagli scafisti, che è finita quindi nelle mani degli uomini armati a bordo del barchino. Probabilmente, verrà usata per nuovi viaggi verso l'Italia. C'è da tener presente che il personale della Guardia Costiera a bordo delle motovedette che fanno operazioni di ricerca e soccorso nel canale di Sicilia non è armato.
«SERVE INTERVENTO INTERNAZIONALE». Quanto accaduto, ha commentato Lupi, «segna un ulteriore salto di qualità nell'orrendo traffico di donne, uomini e bambini nel Mediterraneo». «Siamo vicini agli uomini e alle donne della Guardia costiera che si prodigano da anni per salvare da morte certa migliaia di persone e che per questo rischiano la vita. Oggi», ha concluso il ministro, «a maggior ragione riteniamo, come sostiene il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che per affrontare adeguatamente questo dramma sia indispensabile un intervento delle istituzioni internazionali in Libia».

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