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GUERRA 15 Febbraio Feb 2015 0859 15 febbraio 2015

Ucraina, prima notte di pace nell'Est

Regge la tregua nel Paese. Nelle zone più calde sentiti colpi di fucile, ma l'artiglieria tace.

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Soldati ucraini giocano a calcio poche ore dopo la proclamazione della tregua.

Sembra sostanzialmente tenere dopo la prima notte il cessate il fuoco nell'est ucraino previsto dagli accordi di Minsk-2 negoziati da Vladimir Putin, Petro Poroshenko, Angela Merkel e François Hollande nella capitale bielorussa.
Residenti e inviati nei luoghi più caldi del conflitto, come Debaltsevo, Donetsk e Mariupol, hanno segnalato qualche raffica di arma automatica ma non colpi di artiglieria.
PER OSCE TREGUA OK. Secondo l'Osce la tregua nell'Est ucraino è stata rispettata in generale nelle prime12 ore, con l'eccezione di un bombardamento a Lugansk alle 01.45 locale (le 23.45 in Italia) e una serie di violazioni nell'area di Debalstevo nelle ore immediatamente successive alla tregua.
NIENTE ACCESSO A DEBALTSEVO. L'organizzazione internazionale ha chiesto alle parti in conflitto di garantire l'accesso ai propri osservatori in tutti i territori del conflitto, compreso Debaltsevo, dove finora non è riuscita a entrare. Il ministro degli Esteri ucraino, Pavlo Klimkin, ha denunciato che le milizie separatiste non consentono alla missione di monitoraggio l'ingresso a Debaltsevo, lo strategico nodo ferroviario ancora conteso tra Kiev e i ribelli: «Questa», ha detto, «è una violazione diretta degli accordi di Minsk».
I SEPARATISTI ACCUSANO KIEV. Eduard Basurin, portavoce del ministero della difesa dell'autoproclamata repubblica di Donetsk, ha denunciato che l'esercito ucraino «ha violato la tregua e che i civili continuano ad essere uccisi in località popolate», ma non ha fornito dettagli, limitandosi a dire che i miliziani «hanno risposto selettivamente al fuoco nemico dei nazionalisti e dei sabotatori di Kiev». Svyatoslav Tsegolko, portavoce della presidenza ucraina, ha scritto invece su Facebook che «le prime ore sono molto importanti, ma che è troppo presto per trarre conclusioni».
TENSIONE DAI FILORUSSI. Eduard Basurin, portavoce del ministero della Difesa dell'autoproclamata repubblica di Donetsk ha gettato benzina sul fuoco sostenendo che, nonostante la tregua in vigore nell'est ucraino, i ribelli hanno il diritto di sparare sulla città di Debatsevo perchè è «territorio nostro».
Naturalmente, possiamo aprire il fuoco», ha aggiunto a proposito dello strategico nodo ferroviario ancora conteso tra Kiev e i separatisti, che lo hanno accerchiato ma non espugnato.
MOSCA ALZA LA VOCE. Subito dopo da Mosca è arrivato un 'niet' alle nuove pretese separatiste. «Tutte le misure previste nell' accordo di Minsk-2 devono essere osservate incondizionatamente», ha detto Dmitri Peskov, portavoce di Putin, commentando la dichiarazione di Basurin.

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