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TERRORISMO 16 Febbraio Feb 2015 1555 16 febbraio 2015

Libia, mappa delle milizie in un Paese spaccato

L'Isis, Fajr Libya a Tripoli, i Partigiani della Sharia e le forze regolari: gli attori in campo.

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Una Libia politicamente spaccata in due e attraversata da milizie armate e jihadisti che con l'Isis sono avanzati nelle ultime settimane da Est a Ovest.
Questa in sintesi la 'mappa' dei protagonisti in campo.

L'ISIS SI SPOSTA DA EST A OVEST. È stata Derna, ex provincia dell'Italia coloniale sulla costa orientale del Paese, la prima città libica a giurare fedeltà allo Stato islamico e al 'califfo' Abu Bakr al Baghdadi, ad autunno del 2014.
Inizialmente circoscritta a Derna, con poche centinaia di uomini tra cui iracheni e yemeniti e campi di addestramento sulle Montagne verdi della Cirenaica, la presenza dei jihadisti dell'Isis si è spostata nelle scorse settimane a Tripoli, dove il 27 gennaio ha compiuto un sanguinoso attacco all'hotel Corinthia.
Di pochi giorni fa, la notizia dell'ingresso di uomini di Baghdadi a Sirte e in altre località dell'Ovest del Paese.

ANSAR AL SHARIA ATTACCÒ GLI USA A BENGASI. Nati sulle ceneri della rivolta del 2011 di ispirazione qaedista, i 'Partigiani della Sharia' oggi alleati dell'Isis controllano le città di Bengasi e di Sirte.
Sono ritenuti responsabili dell'attacco al consolato Usa a Bengasi dell'11 settembre 2012 in cui morì l'ambasciatore americano Chris Stevens e altri tre statunitensi.
Il gruppo è inserito nella lista nera di Usa e Onu delle organizzazioni terroristiche.

FORZE REGOLARI E GOVERNO LEGITTIMO IN CIRENAICA. In Cirenaica, a Tobruk e Baida, si è autoesiliato in agosto per motivi di sicurezza il governo transitorio di Abdullah al Thani, espressione della Camera dei rappresentanti, il parlamento eletto il 25 giugno 2014, entrambi riconosciuti come legittimi dalla comunità internazionale.
Il governo Al Thani è sostenuto dalle forze regolari libiche, nelle cui file è stato 'riassorbito' l'ex generale Khalifa Haftar, che da mesi guida l'operazione militare 'Dignità' contro Ansar al Sharia a Bengasi e Isis a Derna, e quella contro le milizie filo-islamiche della coalizione Fajr Libya (Alba della Libia) a Tripoli.
A fianco delle istituzioni di Tobruk si sono schierati l'Egitto e gli Emirati Arabi Uniti, entrambi indicati come responsabili di raid aerei sulle milizie di Tripoli sin dall'estate del 2014.

FAJR LIBYA SI È IMPOSTA A TRIPOLI. Dopo la battaglia di agosto contro i rivali di Zintan (oggi fedeli a Tobruk) per il controllo dell'aeroporto internazionale di Tripoli, Fajr Libya (principalmente composta dagli ex ribelli di Misurata) ha imposto nella capitale un governo parallelo, denominato «di salvezza nazionale» e guidato da Omar al Hassi, esponente dei Fratelli musulmani, appoggiato dalla Turchia.
Le milizie hanno riportato in vita anche il Congresso nazionale libico, l'ex parlamento il cui mandato è scaduto da tempo.
Il 6 novembre scorso una contestata sentenza della Corte Suprema ha definito «illegittimo» il parlamento di Tobruk e il suo governo.
Il Qatar è stato accusato di fornire armi e approvvigionamenti alle milizie filo-islamiche e di condurre una «guerra per procura» contro gli Emirati.

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