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MISTERO 16 Febbraio Feb 2015 1647 16 febbraio 2015

Morte Ilaria Alpi, il supertestimone: «Uomo in carcere innocente»

Ali rage rivela: «Mi chiesero di indicare una persona ma io non ero là».

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Ilaria Alpi fu uccisa il 20 marzo 1994 in Somalia.

Ha cambiato versione in modo radicale il supertestimone del processo per l'omicidio di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin, l'inviata e il cameraman del Tg3 uccisi in Somalia nel 1994. Un crimine avvolto ancora in dubbi e misteri dopo 21 anni.
Ahmed Ali Rage, il somalo che ha accusato degli omicidi il giovane connazionale Omar Hashi Hassan, condannato in via definitiva a 26 anni, ha raccontato a Chi l'ha visto? che «l'uomo in carcere è innocente», secondo quanto reso noto dalla stessa trasmissione.
«MI CHIESERO DI INDICARE UN UOMO». «Io non ho visto chi ha sparato. Non ero là», ha detto Rage, soprannominato Jelle, all'inviata del programma. «Mi hanno chiesto di indicare un uomo». E le sue accuse si fanno ancora più gravi, seppure generiche. Gli italiani avevano fretta di chiudere il caso - prosegue la ricostruzione - «e gli hanno promesso denaro in cambio di una sua testimonianza al processo: doveva accusare un somalo del duplice omicidio».
ERA CONSIDERATO IRREPERIBILE. Jelle indicò Hashi all'allora pm della procura di Roma Franco Ionta durante un interrogatorio, ma poi non si presentò a deporre al processo e fuggì all'estero. Finora era considerato irreperibile dalle autorità italiane. Per la sua testimonianza il giovane Hashi fu arrestato e condannato all'ergastolo. Alpi e Hrovatin furono uccisi il 20 marzo 1994 a Mogadiscio: la giornalista stava indagando su un traffico di armi e aveva da poco intervistato un capo locale, il sultano di Bosaso, poi divenuto uno dei testimoni chiave della vicenda.
UNICO COLPEVOLE RCONOSCIUTO HASSAN. Per l'omicidio della Alpi, dopo anni di indagini, l' unico colpevole riconosciuto è Hashi Omar Hassan, arrivato a Roma per testimoniare sulle presunte violenze di militari italiani ai danni della popolazione somala. Arrestato e rinviato a giudizio, Hassan è stato assolto in primo grado, condannato all'ergastolo in appello e quindi a 26 anni definitivamente in Cassazione.
La famiglia Alpi ha sempre sostenuto - assieme ad alcuni giornalisti, esperti e parlamentari - che la verità sull'uccisione della figlia e del collega non era ancora stata trovata e che qualcuno aveva coperto i responsabili e occultato le prove.

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