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TENSIONE 16 Febbraio Feb 2015 1130 16 febbraio 2015

Ucraina, Kiev-filorussi: scontro sulla violazione della tregua

Per i separatisti il governo sta attaccando nell'Est. Merkel: «La situzione è fragile».

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Un mezzo blindato dell'Ucraina.

È un cessate il fuoco appeso ad un filo quello nell'Est dell'Ucraina. Kiev e i ribelli filorussi, infatti, si sono accusati reciprocamente di aver violato la tregua decisa a Minsk e in vigore da domenica 15 febbraio.
SCAMBIO DI ACCUSE. Il portavoce militare dei separatisti Eduard Basurin ha detto in una conferenza stampa che il governo ucraino ha lanciato un attacco di artiglieria a Horlivka, una cittadina sotto controllo ribelle. Ma Kiev ha addossato ai separatisti la responsabilità della violazione. Il capo della polizia regionale di Donetsk Vyacheslav Abroskin ha affermato in un comunicato che l'attacco è un tentativo dei ribelli di far fallire la tregua.
A preoccupare è però soprattutto la situazione a Debaltseve, un importante snodo ferroviario dove migliaia di soldati sono accerchiati dai miliziani separatisti e gli scontri non sono praticamente mai cessati.
In questo luogo gli osservatori dell'Osce, che devono controllare il rispetto della tregua, hanno denunciato che i ribelli hanno impedito l'accesso alla zona.
MERKEL: «LA SITUAZIONE È FRAGILE». A conferma della precarietà del cessate il fuoco sono arrivate anche parole di Angela Merkel, secondo cui «la situazione in Ucraina è fragile». Non c'è «nessuna garanzia» che il cessate il fuoco tenga, ha detto il cancelliere tedesco, «è una strada estremamente difficile».
RESTANO LE ARMI PESANTI. Dal fronte, poi, sono arrivate anche notizie di combattimenti. Kiev ha denunciato che cinque soldati sono stati uccisi e altri 25 sono rimasti feriti da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco: in totale, secondo il governo, sono stati 112 gli attacchi dei separatisti solo nelle ultime ore.
Per questi motivi, Kiev ha deciso di non ritirare dall'Est le armi pesanti. E così Donetsk è rimasta nel mirino dei bombardamenti, anche perché i filorussi, per tutta risposta, hanno annunciato di non ritirare i loro armamenti.

  • La cittadina di Horlivka è teatro di scontri tra l'esercito di Kiev e i filorussi.

ALTRI RUSSI SANZIONATI. Mentre sul terreno non si placano gli scontri, Arkady Bakhin e Anatoly Antonov, rispettivamente primo viceministro e viceministro della Difesa del governo di Mosca, e il vicecapo di stato maggiore russo Andrei Kartapalov sono finiti nella lista nera dei sanzionati dall'Unione europea con il congelamento dei beni e il divieto di viaggio (l'elenco è stato approvato all'unanimità dai ministri degli Esteri europei).
BLACK LIST AGGIORNATA. L'aggiornamento della black list, che ha coinvolto 19 persone, era stato voluto dopo la strage di Mariupol e poi «messo in sospeso per dare spazio all'iniziativa diplomatica» di Germania e Francia per poi essere ufficializzato lunedì 16 febbraio.
COLPO UN PARLAMENTARE. Nella lista, sono finiti anche il parlamentare russo Joseph Kobzon, per essersi «recato nella cosiddetta repubblica popolare di Donetsk» e aver «rilasciato dichiarazioni a sostegno dei separatisti». Colpito anche Valery Rashkin, primo vicepresidente del Comitato della Duma per le questioni etniche e fondatore del movimento 'Fronte patriottico di sostegno Mosca Rossa'.
NEL MIRINO I SEPARATISTI. Colpiti dal provvedimento anche i separatisti ucraini sanzionati con quattro comandanti di unità combattenti, indicati con i loro veri nomi ma anche con i soprannomi di battaglia: «Batya», «Fritz il serbo», «Motorola» e «Givi».
Sulla lista nera sono finiti pure una serie di responsabili delle cosiddette repubbliche di Donetsk e Lugansk, compresa Ekaterina Filipova, 26enne 'ministro della Giustizia' a Donetsk.
Tra le entità colpite, i gruppi combattenti separatisti - la 'Guardia nazionale cosacca' e i battaglioni Sparta, Somali, Zarya, Prizrak, Oplot, Kalmius e Death - il movimento pubblico 'Nuova Russia' istituito nel novembre 2014 e guidato dall'ufficiale dei servizi segreti Igor Strelokov.

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