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TERRORISMO 18 Febbraio Feb 2015 1110 18 febbraio 2015

Guerra all'Isis in Libia, il liveblogging

Uccisi 155 jihadisti. Il Califfato: «Attaccheremo l'Europa e le navi crociate».

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Le immagini delle bandiere nere dell'Isis in Cirenaica pubblicate da un sito jihadista.

Alta tensione in Nord Africa. Dopo i bombardamenti dell'aviazione egiziana sui territori libici occupati dalle milizie islamiche legate all'Isis, il Cairo ha iniziato un'offensiva di terra con le forze speciali e, secondo quanto riportato da numerosi media,l 155 combattenti jihadisti sarebbero rimasti uccisi.
E intanto l'allarme è salito con le indiscrezioni del Daily Telegraph su documenti da piani jihadisti secondo i quali l'Isis vorrebbe utilizzare la Libia per portare «il caos nel Sud dell'Europa». Secondo uno dei principali reclutatori dello Stato islamico in Libia, lo Stato islamico vuole infiltrarsi sui barconi di immigrati nel Mediterraneo e attaccare le «compagnie marittime e le navi dei crociati».
Il rischio che «barconi pieni di terroristi» arrivino sulle coste italiane è stato rilanciato a poche ore di distanza dall'ambasciatore d'Egitto a Londra, Nasser Kamel.

17.56 - UCCISI 155 JIHADISTI. È di «155 combattenti dell'Isis uccisi e 55 catturati» il bilancio del blitz via terra delle forze egiziane a Derna. Lo hanno riportato numerosi media egiziani, citando le informazioni diffuse da Moustafa Bakry, un influente editorialista. Per il momento l'esercito egiziano non ha confermato. Il blitz «è stato condotto da truppe elitrasportate».

16.02 - «RISCHIO DI BARCONI PIENI DI TERRORISTI IN ITALIA». C'è il rischio che «barconi pieni di terroristi» arrivino sulle coste italiane. Lo ha detto l'ambasciatore d'Egitto a Londra, Nasser Kamel, sottolineando che è necessario agire il più in fretta possibile per fermare l'avanzata dell'Isis in Libia. «Sirte è a soli trecento chilometri dall'Italia», ha aggiunto.

14.03 - SITUAZIONE CALMA A SIRTE. Fonti libiche definiscono 'calma' la situazione a Sirte dove è emerso che miliziani affiliatisi all'Isis cinque giorni fa hanno preso possesso di varie edifici tra cui due radio e una televisione. Lo Stato islamico «ha chiesto ai Fratelli musulmani, che controllano Sirte, di lasciare la città entro tre giorni», ha detto la fonte. Già venerdì l'Isis aveva lanciato a tutte le milizie un precedente ultimatum di tre giorni affinchè lasciassero la città entro domenica scorsa.

12.48 - MINNITI: «L'ISIS NON CONTROLLA LA LIBIA». «L'Isis non controlla la Libia». Lo ha sottolineato il sottosegretario con delega ai servizi, Marco Minniti intervenendo ad un convegno della fondazione Icsa, invitando a fare attenzione alla «regia di comunicazione dell'Islamic state che punta a trasmettere un senso di onnipotenza».

12.12 - ARPINI: «SE ANDASSIMO, SAREBBE GUERRA». «Se l'Italia decide di intervenire non può essere in peacekeeping. Si va è 'à la guerre comme à la guerre'». Lo ha detto il generale dell'Aeronautica Mario Arpino a 'La telefonata di Belpietro'.
«Il peacekeeping», ha spiegato, «non esiste se non c'è accordo tra le parti e lì le parti sono una quindicina e i governi due».
Dunque, ha aggiunto Arpino, «se l'Italia aderisce all'intervento, bisogna sapere che l'Isis va distrutto; per questo», secondo il generale, «al momento è meglio non andare lasciando la soluzione alle forze arabe».

11.45 - PINOTTI: «NO A UN INTERVENTO SENZA ONU». «La convocazione del Consiglio di sicurezza dell'Onu, che chiedono Francia ed Egitto, è una cosa che l'Italia ha sostenuto con forza. Perché senza un quadro di legittimità internazionale l'intervento per dare una mano alla Libia non ci può essere». Lo ha detto il ministro della Difesa Pinotti, aggiungendo: «La diplomazia sta lavorando da mesi, ma abbiamo di fronte a noi una situazione che non può essere lascata andare. La Libia non è un pezzo del Califfato, e non deve diventarlo. E la comunità internazionale deve essere disponibile a dare una mano».

11.42 - NAPOLITANO: «AMPIO CONSENSO PER L'AZIONE DEL 2011». «Quella in Libia nel 2011 fu un'azione decisa in comune, una comune assunzione di responsabilità con il governo della Repubblica. Vorrei però ricordare come ci fu un ampissimo consenso parlamentare con la risoluzione del 18 marzo dalle Assemblee di Camera e Senato», ha detto Giorgio Napolitano.

11.29 - IL GOVERNO DI TOBRUK PROMETTE VENDETTA. «La risposta sarà dura, in tempi e luoghi adeguati»: così l'Esercito libico conclude un comunicato in cui informa del bombardamento compiuto il 17 febbraio dalle milizie islamiche di Fajr Libya sull'aeroporto civile di Zintan, nell'ovest della Libia.

11.37 - PINOTTI: «AMBASCIATA CHIUSA? POTEVA ESSERE UN BERSAGLIO». «Per mesi siamo stati gli unici a tenere aperta l'ambasciata, quando gli altri Paesi l'avevano già chiusa. L'abbiamo fatto perché avevamo un rapporti importanti con la Libia e da parte dei libici c'è un sentimento di rispetto e affidamento nell'Italia. L'abbiamo chiusa in un momento in cui i rischi si sono elevati al punto che una presenza non era più utile, ma rendeva più pericoloso il lavoro che l'Italia deve fare: poteva diventare un bersaglio», ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti.

11.10 - BOSSI: «ATTACCARE L'IRAQ». «Se vuoi colpire l'Isis non vai in Libia ma fai un attacco aereo in Iraq, colpendo così alla testa», ha detto Umberto Bossi, parlando della situazione in Libia. «Se vuoi uccidere un polpo», ha aggiunto, «dai un morso alla testa e i tentacoli si fermano». Meccanismo che varrebbe, secondo l'esponente leghista, anche per le forze Isis: «Vogliono rompere l'accerchiamento e hanno aperto un fronte in Libia sperando di scaricare lì le ire dell'occidente». E dunque se si vuole trovare una soluzione occorre puntare sulla «decapitazione in patria dell'Isis», conclude Bossi.

10.48 - BERGOGLIO: «COMUNITÀ INTERNAZIONALE INTERVENGA». «Preghiamo per la pace in Medio oriente e nel Nord Africa, ricordando tutti i defunti, i feriti, i profughi. Possa la comunità internazionale trovare soluzioni pacifiche alla difficile situazione in Libia», ha detto il Papa in udienza generale, dopo aver ricordato i copti uccisi 3 giorni fa «per il solo fatto di essere cristiani».

10.22 - IN AZIONE LA TASK FORCE 999. Il 18 febbraio media egiziani e uno saudita avevano riferito che, dopo i raid aerei l'Egitto stava, prendendo in considerazione attacchi di terra. In particolare era stata evocata la 'task force 999', un'unità speciale per operazioni internazionali, da inviare in coordinamento con le forze di sicurezza libiche.

10.17 - CATTURATI 55 JIHADISTI. Le forze speciali egiziane che hanno fatto l'incursione a Derna hanno «catturato 55 elementi del Daesh»: lo precisano le fonti concordanti egiziane e libiche senza fornire altri dettagli.

10.14 - L'ISIS MINACCIA L'EUROPA. L'Isis vuole utilizzare la Libia per portare «il caos nel sud dell'Europa». Lo ha rivelato il Daily Telegraph su documenti segreti dei jihadisti. Secondo uno dei principali reclutatori dello Stato islamico in Libia, l'Isis vuole infiltrarsi sui barconi di immigrati nel Mediterraneo e attaccare le «compagnie marittime e le navi dei Crociati».

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