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MALASANITÀ 18 Febbraio Feb 2015 1608 18 febbraio 2015

Neonata morta, Lorenzin: «A Catania norme non rispettate»

Il ministro della Salute: «Non attuato il protocollo per il trasporto dei bebè». Istituita una task force.

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Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

A Catania non sono state rispettate le norme previste per il trasporto dei neonati, e se non si interviene una vicenda come quella della piccola Nicole, i casi possono ripetersi.
Lo ha affermato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin al question time alla Camera, riferendosi alla vicenda della neonata deceduta in ambulanza subito dopo il parto a Catania.
«ASSISTENZA INSUFFICIENTE». «Catania non ha attuato la norma» - ha affermato Lorenzin - «e quindi non c'è il trasporto neonatale come dovrebbe esserci. Se ci fosse stato io non so quali sono le cause della morte della bambina ma almeno avremmo fatto tutto quello che si doveva per dare una assistenza. Non c'è nessuna volontà di fare politica, dobbiamo mettere in fila le cose e risolverle velocemente, perchè un fatto come questo si può ripetere».
ISTITUITA UNA TASK FORCE. Lorenzin ha dichiarato che il ministero della Salute istituirà una task force per le indagini nei casi di malasanità: «Ho deciso di istituire una unità di crisi proprio per fare ispezioni nei casi di malasanità che saranno diverse da quelle effettuate fino ad oggi».
«PROTOCOLLO NON ATTUATO». Lorenzin ha esposto alcuni dei risultati della task force inviata dal ministero. «La task force diventerà un modello permanente del ministero della Salute» - ha spiegato. «Dai primi esami è emersa una scarsa capacità della clinica di procedere alla stabilizzazione della neonata. A Catania non è attuato il protocollo relativo al trasporto neonatale, con ritardi dovuti anche a una delibera assessoriale che ha spostato il limite al settembre 2015, e disfunzioni nella comunicazione rilevate dal semplice ascolto delle conversazioni. È emerso poi un utilizzo almeno in parte inappropriato dei posti in terapia intensiva neonatale».
L'ASSESSORE: «NICOLE POTEVA SALVARSI». L'assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, ha dichiarato che «la piccola Nicole si sarebbe potuta salvare se fosse stata portata subito al pronto soccorso di un ospedale», che per legge «ha l'obbligo di accogliere un codice rosso» al di là della disponibilità di posti letto. Borsellino ha anche affermato che «la Regione si considera parte danneggiata e offesa nel procedimento in essere aperto dalle procure di Ragusa e Catania: l'ho già comunicato ai magistrati», ha avvertito l'assessore.
CROCETTA: «DIMISSIONI BORSELLINO RIENTRATE». Borsellino, figlia del magistrato ucciso nella strage di via D'Amelio nel '92, aveva annunciato le sue dimissioni dopo che il ministro Lorenzin aveva ipotizzato il commissariamento della sanità siciliana sull'onda della morte della piccole Nicole. Ma il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ha dichiarato all'Ansa che le dimissioni di Borsellino «sono da considerare rientrate».

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