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TENSIONE 19 Febbraio Feb 2015 0615 19 febbraio 2015

Libia, Alfano: «Italia sollecitatore dell'azione Onu»

Il ministro: «Distinguiamo tra chi prega e chi spara». Il 23 incontro con le comunità islamiche.

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Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

L'Italia resta convinta che in Libia serva «un'azione dell'Onu». A spiegare la nostra strategia per il Paese del Nord Africa è stato il ministro dell'Interno Angelino, impegnato a Washington per partecipare al vertice della Casa Bianca contro l'estremismo violento.
«ONU FACCIA LA SUA PARTE». «Le Nazioni unite su questa vicenda devono fare fino in fondo la loro parte, anche perché l'Italia non ha nessuna intenzione di muoversi sganciata da un quadro Onu», ha spiegato il titolare del Viminale. Che, però, ha ammesso come «l'evoluzione rapida degli eventi giustifica e necessita la stessa velocità da parte dell'Onu e degli organismi multilaterali internazionali».
INCONTRO CON L'ISLAM. Alfano ha anche chiarito che nel nostro Paese «chi prega ha il diritto di pregare e ha il diritto di dire che sta dalla parte della legge italiana e delle forze dell'ordine, di chi rischia la propria vita per difendere quella degli altri»: «È un dialogo che riprende il 23 febbraio», ha aggiunto il ministro facendo riferimento all'incontro con le principali comunità e associazioni islamiche presenti in Italia, «e che pensiamo sia la strada giusta, ovvero alimentare ogni canale di dialogo che aiuti a prevenire eventi tragici».
Quindi Alfano ha concluso precisando che il «dialogo può mettere in chiaro la capacità del nostro governo e del nostro Paese di distinguere tra chi prega e chi spara sia un tema essenziale».

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