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CATANIA 19 Febbraio Feb 2015 1523 19 febbraio 2015

Neonata morta, le telefonate choc al 118

Il pediatra della clinica Gibiino: «Se avessimo trovato un posto a Catania, forse questo si sarebbe potuto evitare».

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Esterno della clinica Gibiino dove è morta Nicole.

Conversazioni-choc raccontano gli ultimi momenti di vita della piccola Nicole, la neonata deceduta in ambulanza poco dopo il parto a Catania. I legali della famiglia, dopo l'autopsia, hanno fatto sapere che al momento non ci sono certezze «sullo stato della neonata successivo alla nascita», né per quanto riguarda «la natura e il decorso degli interventi in sala parto, fino all'individuazione del momento in cui è avvenuto il decesso».
Le trascrizioni delle telefonate tra i medici della clinica 'Gibiino' e il 118 sono state però pubblicate dal Corriere della Sera, e lasciano intravedere uno scenario di inquietante disorganizzazione.
LA PRIMA TELEFONATA AL 118. La prima telefonata al pronto soccorso è del pediatra Antonio Di Pasquale, che lavora nella struttura privata dove Nicole è venuta alla luce. L'allarme scatta alle ore 1.37 di giovedì 12 febbraio: all’altro capo del telefono risponde l'«operatore 81», un infermiere. Nelle Unità di terapia intensiva neonatale degli ospedali di Catania non c'è posto.
Ecco la trascrizione della telefonata, riportata dal sito del Corriere della Sera:

Operatore 81: «Cannizzaro, Santo Bambino e Garibaldi non c’è posto. Siracusa nemmeno. Solo Ragusa».
Di Pasquale: «È intubato. Una cosa grave. Non può andare a Ragusa. È necessario trovare un posto».
Operatore 118: «Allora! Ho fatto una ricerca, l’unico posto è a Ragusa».
Di Pasquale: «No, non possiamo portarlo a Ragusa un bambino così. Non è possibile, si deve portare a cinque minuti... Bisogna fare una forzatura, sono cose che succedono ogni due anni».
Operatore 81: «Io non lo posso fare».
Di Pasquale: «Va bene...».
Operatore 81: «Se vuole le do il numero di Ragusa...».
Di Pasquale: «No. Allora devo forzare con il Policlinico».


VERSO RAGUSA SBAGLIANDO STRADA. Ma invece di fare quella «forzatura» dalla clinica si decide di partire per Ragusa, di trasportare la piccola Nicole su un'ambulanza privata. L’autista però, secondo il nonno della neonata che ha seguito il tragico viaggio con la sua macchina, avrebbe sbagliato strada. L'ambulanza si sarebbe addirittura fermata per chiedere indicazioni al netturbino di un autocompattatore, per poi rallentare la corsa a mezz’ora da Ragusa. Il nonno di Nicole avrebbe a quel punto chiesto per telefono in che condizioni fosse la bambina al dottor Di Pasquale. La riposta: «È gravissima».
«FORSE QUESTO SI POTEVA EVITARE». L'ultima telefonata è delle ore 3.47, quando dall’ambulanza diretta a Ragusa, con la bambina appena deceduta, il pediatra Di Pasquale parla di nuovo con l'operatore del 118: «Se avessimo trovato un posto a Catania forse questo si sarebbe potuto evitare». L'«operatore 81» risponde così: «Dottore, potrebbe essere. Ma dov'è la nostra colpa? Mi faccia capire: se è morta, devo disdire il posto a Ragusa?».

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