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CALCIO VIOLENTO 19 Febbraio Feb 2015 2143 19 febbraio 2015

Roma-Feyenoord, Renzi: «Atto di barbarie»

Scontri prima della partita. Il presidente del Consiglio ospite di Virus: «Puniremo gli hooligans con durezza».

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Matteo Renzi.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è intervenuto come ospite della trasmissione televisiva Virus sugli atti vandalici che i tifosi del Feyenoord hanno compiuto a Roma, in piazza di Spagna, dove è stata danneggiata la Barcaccia del Bernini.
«Quello che successo a Roma è un segno di barbarie», ha detto il premier, «noi non andiamo all'estero a fare queste figuracce. In tutte le sedi e in tutte le realtà del calcio europeo faremo notare che non è ammissibile e concepibile che si sia andati in luoghi simbolo della cultura a tenere in scacco una città. È inaccettabile, attendo le scuse del Feyenoord».
«PUNIREMO CON DUREZZA I TIFOSI OLANDESI». «Puniremo con molta severità e durezza i tifosi olandesi che pieni di birra hanno preso a sassate Roma e provocato scontri. Un vero e proprio insulto alla civiltà», ha detto Renzi. «Se ci sono state sottovalutazioni o errori da parte nostra lo verificheremo», ha proseguito, «ora la priorità è rimandarli a casa e fermare e condannare i responsabili».
«In tutte le sedi e in tutte le realtà del calcio europeo faremo notare che non è ammissibile e concepibile che prima ieri sera (18 febbraio, ndr) poi oggi, si sia andati in luoghi simbolo della cultura a tenere in scacco una città. È inaccettabile», ha aggiunto il presidente del Consiglio.
«IL PAESE È RIPARTITO». «Sono assolutamente certo che l'Italia si è già rimessa in moto», ha poi detto il premier spostando il discorso sulla ripresa. Nel giorno in cui l'Ocse promuove le sue riforme, Renzi ha dichiarato senza mezzi termini che il Paese, dopo anni di recessione e il -0,4% del Pil del 2014, è ripartito. Grazie al fatto che il paese è «vivo», ha «fiducia nelle riforme ed è convinto che le cose ora si fanno». Dunque il governo tira dritto, a dispetto delle resistenze, «senza star da mattina a sera», ha assicurato il premier, «a guardare sondaggi» e con «unico obiettivo cambiare l'Italia» da qui a quando, «nel 2018», si voterà.
«GRECIA? L'ITALIA STA FACENDO LAVORO DI CERNIERA COI RIGORISTI». Sul versante internazionale, l'ambizione è essere protagonisti su due fronti caldissimi: la Grecia e la Libia. «L'Italia è in grado di affrontare ogni minaccia», ha affermato Renzi dichiarandosi pronto a indicare un nome per guidare la missione Onu a Tripoli. E dopo aver sentito il greco Alexis Tsipras e il presidente della commissione Ue Jean-Claude Juncker, il presidente del Consiglio ha spiegato che «l'Italia sta facendo lavoro di cerniera tra i Paesi più rigidi e la Grecia per trovare una soluzione». E cioè garantire ad Atene «un minimo di flessibilità a fronte delle riforme» ed evitare che il governo greco «faccia il furbo lasciando da pagare» i propri debiti agli altri Paesi.
VIA AI DECRETI ATTUATIVI DEL JOBS ACT. E soprattutto di fare un bilancio dell'attività del governo sul fronte interno. Nella mattina del 21 febbraio è in programma che il Consiglio dei ministri vari i nuovi decreti attuativi del Jobs act («È iniziata una faticosa ripartenza dell'occupazione», ha rivendicato) e un pacchetto di liberalizzazioni. È rinviata invece, a causa dell'assenza di Pier Carlo Padoan, la delega fiscale. Ma il presidente del Consiglio già guarda oltre: «Quando avremo sistemato con i decreti fiscali la fatturazione elettronica, potremo riportare i limiti del contante a livello europeo: da mille a 3 mila euro».
TASSA SUL CONTANTE È UN'IDIOZIA. Il governo non metterà una tassa sul contante («È un'idiozia galattica», ha detto Renzi, smentendo le voci). Andrà avanti con il decreto sulle banche popolari: «Il parlamento farà le sue valutazioni ma le prime 10, che di popolare hanno soltanto il nome, si trasformeranno in spa in 18 mesi». E ancora. Il premier ha assicurato che riparerà, «riorganizzando l'intero sistema dei minimi», il «clamoroso errore» compiuto sulle partite Iva. Riformerà la Rai e «tirerà fuori» la riforma della Pa che, ammette, viaggia sottotraccia. «Rimetterà in piedi» l'Ilva di Taranto, riaprendo anche l'altoforno 5 che è stato chiuso. «Nel 2016» completerà la riforma del Senato con un referendum confermativo.

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