Ucraina 150219085742
GUERRA 19 Febbraio Feb 2015 0730 19 febbraio 2015

Ucraina, appello all'Onu per azione di peacekeeping nell'Est

La proposta approvata dal Consiglio di sicurezza di Kiev. Ma Mosca e i ribelli la bocciano: «Viola gli accordi di Minsk».

  • ...

Un mezzo blindato dei filorussi nell'Est dell'Ucraina.

Umiliato militarmente dai ribelli filorussi che hanno cacciato l'esercito dalla città simbolo di Debaltsevo, il presidente ucraino Petro Poroshenko ha lanciato un appello per dispiegare forze di pace nel Donbass allo scopo di monitorare la tregua sia sul fronte, sia ai confini con la Russia, dove secondo Kiev e l'Occidente passano uomini e mezzi di Mosca per sostenere i separatisti. Una missione di peacekeeper che, secondo Poroshenko, «dovrebbe agire in base a una decisione del Consiglio di sicurezza dell'Onu». Proposta subito bocciata dai ribelli e da Mosca, in quanto violerebbe gli accordi di Minsk che prevedono solo gli osservatori dell'Ocse.
APPELLO CADUTO NEL VUOTO. L'appello è caduto nel vuoto anche a Bruxelles, dove una portavoce del servizio diplomatico, Catherine Ray, ha ricordato il sostegno dell'Unione europea alla missione Ocse già presente sul posto, sottolineando che negli accordi di Minsk non sono previste altre forze di interposizione. L'Ue invierà invece blindati e fornirà immagini satellitari per monitorare il cessate il fuoco e il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian, ha riferito che l'Ocse potrebbe inviare 400 osservatori.
CREMLINO: «IN CONFERENCE CALL NESSUN CENNO A CASCHI BLU». Un portavoce del Cremlino ha precisato del resto che Putin, Poroshenko, Merkel e Hollande, i quattro leader del formato Normandia, non hanno discusso del possibile dispiegamento di peacekeeper nell'Ucraina orientale nella loro conference call di giovedì 19 febbraio. La presidenza ucraina aveva invece diffuso un comunicato secondo cui Poroshenko avrebbe insistito nel corso del colloquio sull'opportunità di schierare i caschi blu.
RISPETTARE MINSK 2. Nel colloquio telefonico i quattro leader, dopo gli ultimi sviluppi della guerra nell'Est ucraino, hanno ribadito di voler applicare l'intesa raggiunta in Bielorussia, che comprende il «cessate il fuoco su tutta la linea del fronte senza eccezione»; il «proseguimento del ritiro delle armi pesanti, da completare nei termini convenuti»; il «controllo e la verifica da parte dell'Osce di tali misure, garantendo il libero accesso e la sicurezza degli osservatori», la «accelerazione del processo di liberazione dei prigionieri».
Poroshenko ha tuttavia chiesto «garanzie chiare» in caso di ulteriori tentativi di violazione degli accordi di Minsk da parte dei ribelli dopo la presa di Debaltsevo. Una conferma che ormai quella è una pagina chiusa.

VETO DEI FILORUSSI. Per i filorussi - che hanno cacciato l'esercito governativo da Debaltsevo, dove sono morti circa 3 mila soldati ucraini - proprio la proposta di Kiev di ricorrere all'Onu configurerebbe una violazione degli accordi di Minsk, perché in base al vertice tenuto in Bielorussia cui hanno partecipato anche Russia, Germania e Parigi, l'Ucraina deve concordare il controllo della frontiera con i miliziani solo dopo le elezioni municipali e la riforma costituzionale.
SEPARATISTI DIVISI. Non tutti i leader dei separatisti sono sembrati tuttavia contrari al progetto di Poroshenko.
«Fin dall'inizio, quando è cominciato questo conflitto, avevamo suggerito alla Russia e agli altri Paesi presenti nel consiglio di sicurezza dell'Onu di considerare la questione dell'invio di peacekeeper lì», ha fatto sapere Eduard Basurin, vicecomandante delle milizie dell'autoproclamata repubblica di Donetsk. «Ci fu opposto un rifiuto. Se ora vogliono mandarli non siamo contrari, lasciamo che li mandino».
EVACUATA DEBALTSEVO. In un secondo momento Basurin ha poi voluto precisare la sua posizione, escludendo l'azione di peacekeeping delle Nazioni unite alla frontiera tra la Russia e la regione secessionista.
In attesa di ulteriori sviluppi i ribelli hanno comunque dato il via all'evacuazione dei civili da Debaltsevo, dove secondo Amnesty International almeno 7 mila persone sarebbero rimaste intrappolate dai combattimenti.

  • La città di Debaltsevo conquistata dai filorussi dopo lunghi scontri con l'esercito governativo.

ALLARME DEL REGNO UNITO. Mosca, invece, è sembrata avere le idee più chiare rispetto ai ribelli e si è subito schierata dalla parte dei separatisti contrari alla proposta di Kiev, allarmando la Gran Bretagna: per Londra - che ha denunciato la presenza di due jet del Cremlino sulla Cornovaglia - c'è «un pericolo reale e attuale» che la Russia cerchi di destabilizzare Estonia, Lituania e Lettonia utilizzando la «stessa tattica» aggressiva usata in Ucraina.
MOSCA CON I RIBELLI. L'ambasciatore russo all'Onu, Vitali Ciurkin, ha definito l'appello di Poroshenko il segnale di una «carenza di determinazione» nell'attuazione degli accordi di Minsk che, a suo dire, «prevedono solo il ruolo dell'Osce», escludendo Onu e Unione europea.
«Invece di venirsene fuori con nuove idee dovrebbero lavorare di più sull'attuazione di ciò che hanno concordato», ha aggiunto il rappresentante della Russia alle Nazioni unite.
CRITICHE DALLA DUMA. Anche Sergei Narishkin, presidente della Duma, la camera bassa del parlamento russo, ha criticato la mossa di Kiev, precisando che l'eventuale dispiegamento di caschi blu dell'Onu nell'Est ucraino potrebbe minare gli accordi di Minsk.
Pure Narishkin ha ribadito come l'intesa non prevede tale misura da parte del Palazzo di Vetro, la cui presenza potrebbe trascinare l'Ucraina in una nuova escalation di violenza.

Correlati

Potresti esserti perso