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PASSO INDIETRO 20 Febbraio Feb 2015 1629 20 febbraio 2015

Evasione fiscale, Gino Paoli valuta le dimissioni da Siae

Decisione rinviata al 24 febbraio. Il M5s si spacca sul caso. Grillo lo difende.

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Gino Paoli e Adriano Celentano, con Beppe Grillo.

Dopo l'indagine per evasione fiscale si è aperto il caso Gino Paoli nella Siae.
Il giorno dopo la bufera giudiziaria, il cantante valuta le dimissioni da presidente della Siae, ma fa parlare il suo legale, che nega ogni addebito, e convoca per martedì un consiglio di gestione della Società nel quale esprimerà la sua posizione sulla vicenda e comunicherà definitivamente le sue decisioni. Il suo avvocato, Andrea Vernazza, aveva fatto sapere in mattinata che il cantautore gli aveva manifestato l'intenzione di lasciare l'incarico, una mossa che lo stesso legale aveva frenato, consigliando al cantautore una sospensione. Eventualità che, ha precisato la Siae, non è prevista dallo statuto della Società.
DUE MILIONI IN SVIZZERA. L'81enne musicista si sarebbe sfogato anche con il suo avvocato milanese Daria Pesce: «Assurdo che questa vicenda sia finita in pasto al pubblico, e comunque sono tutte balle e lo dimostrerò». Secondo la procura e la Guardia di finanza genovesi, Paoli avebbe portato in Svizzera due milioni di euro. Una parte di questo denaro, sarebbe il frutto di pagamenti in nero per concerti tenuti a varie serate svoltesi in tutta Italia della festa dell'Unità. In particolare a Paoli viene contestata nella dichiarazione dei redditi 2009 la somma di 800 mila euro. Il 2 marzo primo incontro con il procuratore aggiunto Nicola Piacente
M5S SPACCATO. Sul caso il Movimento 5 stelle si è spaccato. Beppe Grillo ha chiamato il cantante Gino Paoli «per scusarsi con lui dopo gli attacchi del Movimento 5 stelle». Lo ha riferito il legale del cantautore Andrea Vernazza.
Il 19 febbraio infatti il gruppo alla Camera del M5s aveva diffuso un comunicato nel quale si chiedeva a Paoli di «valutare seriamente le dimissioni dalla sua carica» alla presidenza della Siae.

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