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POLEMICA 20 Febbraio Feb 2015 1420 20 febbraio 2015

Gino Paoli indagato, Grillo lo chiama per scusarsi

M5s spaccato dopo la difesa del suo leader: «Così distruggi il Movimento». Il cantante valuta le dimissioni da Siae.

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Beppe Grillo.

Beppe Grillo ha chiamato il cantante Gino Paoli, al centro di un'inchiesta della procura di Genova per evasione fiscale, «per scusarsi con lui dopo gli attacchi del Movimento 5 stelle». Lo ha riferito il legale del cantautore Andrea Vernazza.
Il 19 febbraio il gruppo alla Camera del M5s aveva diffuso un comunicato nel quale si chiedeva a Paoli di «valutare seriamente le dimissioni dalla sua carica» alla presidenza della Siae. Dimissioni che il cantautore sta valutando, ma la decisione è rinviata al 24 febbraio.
«UN GIOCO AL MASSACRO». «Premetto che Gino Paoli è mio amico» e «quindi potrei essere considerato poco obiettivo. Ma a questo gioco al massacro di una persona di 80 anni non pregiudicato, mai inquisito, per alcunché, che mi risulti, io non ci sto! I cittadini sono diventati vittime sacrificali, mostri da sbattere in prima pagina senza che possano difendersi», ha scritto Grillo sul suo blog. E ha precisato: «Io non ho 'mosso i miei' contro Gino Paoli. Aspetto la magistratura prima di emettere qualunque giudizio, alla faccia degli sciacalli dell'informazione».
GRILLO CONTRO IL SECOLO XIX. Il leader M5s prosegue: «Il Secolo XIX ha pubblicato un titolo di condanna che non ammette replica: 'Maxi evasione in Svizzera, blitz della Finanza a casa di Gino Paoli' dal quale un lettore distratto evince che Paoli avrebbe evaso senza alcun dubbio cifre persino superiori al Costituzionalista di Arcore condannato per truffa fiscale», ha scritto Grillo parlando di «un articolo costruito su delle ipotesi che si para il culo con l'uso dei condizionali. Sbatti il mostro in prima pagina. Nel caso Paoli risulti innocente, e questo lo decideranno i giudici e non i giornalisti, chi lo risarcirà?».
«NON HO MOSSO IL M5S CONTRO DI LUI». Grillo continua: «Il Secolo XIX si sdegna per 'la mancanza di rispetto dell'amico Beppe Grillo. Ieri il Movimento 5 Stelle che ha chiesto le dimissioni di Paoli da presidente della Siae. La fretta con la quale Grillo ha mosso i suoi, però, è sintomo di un giustizialismo cinico, per nulla democratico'. «Io», ha scritto però il leader M5s in un post che si conclude con 'Sapore di sale', «non ho 'mosso i miei' contro Gino Paoli».
IL M5S SPACCATO DOPO IL POST DI GRILLO. Il post di difesa dell'amico cantante da parte di Grillo divide però la base del M5s e anche questa volta le perplessità degli attivisti si riversano nei commenti sul blog del leader dei penstellati. «Difendere gli amici o attaccarli prima della certezza del reato a mio parere è sbagliato» afferma, ecumenico, Giuseppe V. mentre Massimiliano rimprovera il leader grillino: «Oggi dopo aver saputo di questo tuo accorato appello nei confronti del tuo amico Gino Paoli posso dirti con il massimo dispiacere,che tu hai creato il M5s, ma TU ora lo stai distruggendo». Michele lo riporta invece alle vicende interne del Movimento: «Non puoi usare due pesi e due misure: tu hai espulso per molto meno...».
ATTACCHI, MA ANCHE DIFESE. Ma c'è anche chi prende le difese del leader genovese. «Ho l'impressione che siano bombe mediatiche per distrarre l'opinione pubblica dal disastro renziano», si legge in un commento firmato Clesippo ed anche Marcello concorda con Grillo: «Beppe, sei maestoso. Sono d'accordo con te. Post spettacolare». C'è anche chi, come Manuela, incita addirittura all'evasione: «Se evade e toglie dalle mani di una manica di ladri i suoi soldi, fa bene! Che aspettare a fare altrettanto?».
INTERROGATORIO IL 2 MARZO. L'interrogatorio del cantante è stato fissato per il 2 marzo. «Gino Paoli», ha sottolineato il suo legale, «aveva contattato il commercialista Andrea Vallebuona per riportare i soldi in Italia, quindi per rientrare nella legalità. Non per portarli in Svizzera. Resta comunque da dimostrare che quei soldi siano stati portati nel 2008». Secondo l'accusa il cantautore avrebbe portato in Svizzera due milioni di euro evadendo il fisco per 800 mila.

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