DAY AFTER 20 Febbraio Feb 2015 0951 20 febbraio 2015

Roma-Feyenoord, l'invasione degli hooligans sottovalutata dalla polizia

Marino accusa questore e prefetto. Danni permanenti alla Barcaccia. E l'Olanda non paga. Foto e video.

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Il giorno dopo il sacco di Roma è caccia ai responsabili della cattiva gestione dell'ordine pubblico, che ha permesso all'orda di tifosi del Feyenoord di ridurre piazza di Spagna a una latrina (guarda le foto e i video), danneggiando «in modo permanente la Barcaccia con 110 scalfiture» e scatenando le cariche della polizia, concluse da sei arresti.
L'OLANDA NON PAGA I DANNI. L'Olanda, da parte sua, non sembra per nulla intenzionata a pagare i danni provocati dai tifosi. «Ho parlato con l'ambasciatore olandese», ha spiegato il sindaco di Roma Ignazio Marino, «gli ho chiesto 'intendete intervenire con il pagamento dei danni?'. Lui ha risposto che non ritiene che il gverno olandese possa pagare il nuovo restauro della Barcaccia». «A fronte di questo chiaro e legittimo rifiuto del governo olandese», ha aggiunto Marino, «molte aziende italiane, istituzioni e banche mi hanno telefonato dicendo che sono disponibilissime a pagare i costi per il restauro».
OLANDA: «PAGHINO I COLPEVOLI». L'ambasciatore di Amsterdam ha detto a Marino che «l'Olanda farà di tutto per aiutare l'Italia a individuare i colpevoli in modo che possano risarcire i danni».
«Il sindaco ha detto 'chi rompe paga', e noi siamo d'accordo, devono pagare i colpevoli, non il governo olandese».
Il sindaco di Rotterdam Ahmed Abutaleb ha scritto una lettera al primo cittadino di Roma: «La città di Rotterdam ha accolto con orrore la notizia del comportamento riprovevole di una parte dei tifosi del Feyenoord. Naturalmente siamo disposti a offrire la nostra collaborazione per rintracciare individui che abbiano commesso illeciti».
MARINO ALL'ATTACCO. Il primo cittadino ha però tuonato contro prefetto e questore, che, a suo dire, gli avrebbero offerto rassicurazioni sull'assenza di pericoli per la città già nella mattinata del 19 febbraio. «Esigo che la capitale d'Italia abbia la gestione della sicurezza all'altezza di un Paese del G8. Suggerirei al questore e al prefetto di andare su internet e guardare le immagini. Se non hanno internet possono venire nel mio ufficio, io le ho».
IL QUESTORE: «NESSUNA SOTTOVALUTAZIONE». La risposta del questore Nicolò D'Angelo, in conferenza stampa, è stata perentoria: «Sapevamo che partita era a rischio e avevamo mobilitato per al sicurezza 1.800 uomini, 600 solo nel centro storico. Non abbiamo né sottovalutato né in malafede nascosto la nostra preoccupazione». E ancora: «Se qualcuno pensa che io abbia operato male, io sono qua».
Poi D'Angelo ha aggiunto che «le autorità olandesi hanno avuto difficoltà ad impedire la trasferta dello zoccolo duro della tifoseria: non sono partiti da Rotterdam ma da Bruxelles, da altre parti».
Poi una rivelazione: «Abbiamo avuto il problema di controllare 40 tifosi romani che volevano tendere agguato a olandesi per vendicare la Lupa: li abbiamo intercettati e denunciati».
CLUB OLANDESE: «VERGOGNA E DISGUSTO». Il club olandese ha rilasciato nel pomeriggio la sua prima dichiarazione ufficiale: «Da un lato siamo orgogliosi per la prova della squadra, dall'altro proviamo disgusto e vergogna per il comportamento riprovevole di un branco di senza cervello. Allo stadio però è andato tutto bene». Prendiamo le distanze, ma non è un problema che i club possono risolvere», ha aggiunto il club di Rotterdam.

Nel mirino le comunicazioni tra Italia e Olanda

Roma: un tifoso olandese del Feyenoord fermato dalla polizia in piazza di Spagna prima della sfida di Europa League (19 febbraio 2015).

Eppure, gli hooligans olandesi non sono certo dei novellini delle devastazioni. Malgrado ciò, la nostra polizia, si sono giustificate fonti del Dipartimento di pubblica sicurezza secondo quanto riportato da Repubblica, «ha scambiato negli ultimi due mesi 15 note informative con quella olandese, senza ricevere alcun cenno della possibilità che almeno mille sarebbero stati i tifosi senza biglietto che avrebbero raggiunto l'Italia con mezzi propri e fuori da ogni circuito controllabile». Secondo altri, invece, l’ultima segnalazione sarebbe stata trasmessa dalla polizia olandese «una settimana fa» e confermata a 48 ore dalla partita: «A Roma arriveranno circa 5 mila tifosi organizzati, ma anche 500 sostenitori del Feyenoord senza biglietto».
CONTENERE I DANNI. Questura e prefettura, da parte loro, hanno sottolineato che «non era possibile trasformare il centro storico di Roma in un campo di battaglia» e che, dunque, «le decisioni di ordine pubblico», come quelle di non usare lacrimogeni, contenere il numero e la violenza delle cariche, «sono state attentamente ponderate per evitare il peggio». «Per fermarli», è stato spiegato, «avremmo dovuto ordinare cariche in mezzo alla gente in pieno giorno e questo rischiava di provocare conseguenze ben più gravi».
ALFANO NEL MIRINO. Nel mirino è finito, ovviamente, anche il ministro dell'Interno Angelino Alfano, nelle stesse ore in volo per Washington per partecipare al vertice anti-jihadista. E beffardamente preso di mira da qualche funzionario addetto al filtraggio all'Olimpico: «Qui non si riesce a difendere il centro di Roma da mille ubriachi, figurati il Paese dall'Isis».
NESSUN DIVIETO DALL'UEFA. Non è immune da responsabilità neppure l'Uefa, incapace di offrire risposte alla domanda sul perché consentire a una delle tifoserie più violente di Europa (già bandita nel 2009 da tutti gli stadi del continente) di seguire la propria squadra in trasferta senza alcuno limitazione.
I PM AVVIANO ACCERTAMENTI. Nel frattempo, i pm anti-terrorismo e delitti contro la personalità dello Stato della procura di Roma hanno avviato accertamenti sui disordini e i danni alla fontana del Bernini.

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