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ISTRUZIONE 21 Febbraio Feb 2015 0800 21 febbraio 2015

Scuola, oltre 800 mila alunni stranieri in Italia

Dati aggiornati all'anno 2013/2014. Nel 1999/2000 erano appena 119.679. Il ministro Giannini: «Impegno del governo per maggiore integrazione linguistica e culturale».

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Una classe al lavoro.

Per la prima volta la presenza straniera tra i banchi delle scuole italiane ha superato le 800 mila unità.
Un traguardo impensabile soltanto qualche anno fa, quando all'alba del nuovo millennio (nel 1999/2000) gli allievi con cittadinanza non italiana erano appena 119.679.
I dati relativi all'anno scolastico 2013/2014 e riportati il 21 febbraio da la Repubblica, sono stati presentati nel corso della due giorni svoltasi a Roma su 'Le scuole in contesti multiculturali: promuovere e governare l'integrazione'.
In percentuale, nell'anno scolastico 1999/2000, l'incidenza era di 1,5 alunni su 100 frequentanti.
Nel 2013/2014 siamo a quota nove su 100 presenti in classe.
Da allora il loro numero è cresciuto: all'inizio, del 16% all'anno, poi del 10%. Per calare al 7% nel 2009/2010 e al 4% nel 2012/2013.
Nell'ultimo anno censito si è registrato tuttavia un incremento del 2% con un aumento di figli di stranieri di appena 16 mila unità: il minimo dal 2000 a oggi.
RIFORMA PER MAGGIORE INTEGRAZIONE. Il ministero dell'Istruzione si sta attrezzando intanto per migliorare l'integrazione scolastica degli alunni non italiani. Al punto che l'integrazione linguistica e culturale degli studenti figli di migranti sarà uno «dei punti cardine del decreto 'La Buona Scuola'», ha affermato il ministro Stefania Giannini.
Il dossier curato dall'Ismu (Fondazione Iniziative e studi sulla multietnicità) ha messo in luce anche altri aspetti.
Le scuole con un numero di alunni stranieri superiore al 15% sono due su 10. E si trovano disseminate soprattutto nelle regioni settentrionali.
IL 51,7% È STRANIERO NATO IN ITALIA. Ma oltre metà (il 51,7%) della presenza straniera nelle scuole dell'Italia lo è soltanto sulla carta, perché si tratta di stranieri nati in Italia. Un popolo di 415.283 bambini e ragazzi che parlano i dialetti degli angoli più nascosti del Paese e che parlano più lingue perché i genitori hanno voluto insegnare loro la lingua del Paese d'origine per non fare disperdere le radici.

I rumeni sono i più numerosi: oltre 154 mila

Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione.

Gli alunni con cittadinanza rumena rappresentano ancora il gruppo più numeroso (154.621), seguiti dai giovani di origine albanese (107.847) e marocchina (101.176).
La Lombardia si conferma come la prima regione per maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana (197.202) ma anche per il numero più alto di alunni in generale (1.409.671).
Seguono Emilia Romagna (93.434 stranieri), Veneto (92.924) e Lazio (77.071).
In alcune regioni del Sud la crescita degli alunni stranieri è doppia o tripla rispetto alla media del 6,2% (+20,5% in Basilicata, +14,3% in Campania, +12,8% in Sicilia).
I tassi di ripetenza confermano il divario tra italiani e stranieri in tutti gli ordini scolastici soprattutto nei primi anni di corso.
IN AUMENTO ALUNNI STRANIERI NEGLI ISTITUTI TECNICI. Il principale cambiamento riguarda una diminuzione dell'incidenza percentuale di alunni stranieri iscritti negli istituti professionali e, viceversa, un aumento negli istituti tecnici e nei licei.
Nel 2013/2014 gli istituti tecnici rappresentano l'indirizzo maggiormente scelto dagli alunni con cittadinanza non italiana (38,5%), seguiti dagli istituti professionali (37,9%), che perdono un primato storicamente mantenuto e dai licei (23,5%).

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