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DENUNCIA 21 Febbraio Feb 2015 1947 21 febbraio 2015

Soffre di autismo, la scuola lo rinchiude in una stanza lontano dai compagni

Roma, 11enne isolato dal resto della classe: «È  pericoloso». Escluso pure dalla gita in Vaticano.

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Un'aula scolastica.

Da due anni trascorre l'intera giornata scolastica in una stanzetta, solo con l'insegnante di sostegno e l'educatore, perché in classe «disturberebbe troppo». È la sconcertante storia di Christian, un bimbo di 11 anni affetto da autismo, raccontata da Redattore sociale, che ha denunciato una condizione di esclusione e isolamento addirittura all'interno della comunità scolastica. Il bambino ora rischia persino di saltare la visita con la scuola in Vaticano «perché», ha spiegato la mamma, «temono possa disturbare».
LA STANZA DEL SILENZIO. Christian frequenta un istituto a Valmontone, in provincia di Roma, e, secondo il racconto della madre, trascorre le ore di lezione in quella che tutti a scuola chiamano la «stanza del silenzio degli innocenti», separato dai compagni di classe e dall'insegnante. «Lo tengono lontano dai suoi compagni per tutto il giorno, riportandolo in classe solo a ricreazione» - ha raccontato la madre - «finché andava a scuola a Ostia, prima all'asilo poi alle elementari, era ben integrato: passava tutto il tempo in classe, con l'insegnante e l'educatrice. Da quando ci siamo trasferiti a Valmontone, due anni fa, la scuola è diventata una tragedia».
CONSIDERATO UN PERICOLO. La madre del bimbo più volte è stata richiamata a scuola, prima dall'insegnante di sostegno e poi dalla preside. «Mi hanno detto che era pericoloso, che non riuscivano a gestirlo». Dai richiami si è così passati alla soluzione proposta dalla psicologa della Asl: una stanzetta «dedicata» solo a Christian. Un posto talmente brutto tanto da essere ribattezzato la «stanza del silenzio degli innocenti». «Dicono che disturberebbe e che è pericoloso, ma non è così» - ha ribadito la mamma - «il pomeriggio, una volta a settimana, va ad atletica, accompagnato dall'assistente domiciliare, e nessuno si è mai lamentato».
VIETATE ANCHE LE GITE. Per il bimbo sono off-limits anche le gite scolastiche: perderà anche la prossima, in Vaticano, «perché sostengono farebbe troppa confusione», ha detto rammaricata la donna. «E poi» - ha concluso - «la psicologa vuole che Christian resti alle elementari altri due anni. In questo modo, passerebbe alle medie a 13 anni. A me non sembra giusto, non credo che gli farebbe bene restare così indietro». Sulla vicenda è intervenuta anche Michela Brambilla, presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia. «Accogliere e integrare gli alunni in difficoltà nel miglior modo possibile non è un 'favore', ma un preciso dovere della scuola».

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