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OMICIDIO DI BREMBATE 22 Febbraio Feb 2015 1131 22 febbraio 2015

Caso Yara, Bossetti: «Non confesso per mia famiglia»

L'indagato lo ha detto agli altri detenuti in cella. La difesa: il killer è mancino.  

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Massimo Giuseppe Bossetti.

Massimo Bossetti è ancora in carcere e il caso Yara Gambirasio rimane un mistero. Ancor di più dopo le sibilline parole pronunciate dal presunto killer all'interno della cella, frutto di una conversazione con altri detenuti registrata da alcune cimici piazzate nel penitenziario. Come riportato dal Corriere della sera, nelle carte dell'inchiesta sono finiti anche stralci di dialoghi tra Bossetti e suoi compagni di cella.
SALVAGNI LO DIFENDE. «Rischierò l'ergastolo, ma non confesso per la mia famiglia», ha confidato Bossetti ai suoi compagni di cella. Sarà di competenza della magistratura inquirente capire il senso di queste parole. L'avvocato difensore di Bossetti, Claudio Salvagni, ha tagliato corto: «Non confessa, perché non ha fatto nulla. Non crolla, perché vuole dimostrare la sua innocenza».
Salvagni ha organizzato una squadra di esperti e ha disposto un'altra perizia, alternativa a quella della procura. Cosa emerge dalla controperizia? Che, per esempio, «sulla base di una simulazione è più convincente che il killer sia un mancino». Non è decisiva - a detta di Salvagni - neanche l'evidenza empirica del Dna dell'indagato trovato sugli indumenti di Yara: «Deve corrispondere al mitocondriale per fugare ogni dubbio».

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