Concetta Palazzetti 150223140130
INTERVISTA 23 Febbraio Feb 2015 1359 23 febbraio 2015

Eternit, Palazzetti: «La Cassazione? Voto pavido»

Le motivazioni della sentenza. Niente risarcimenti. Il sindaco: «Me lo aspettavo».

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Nessuna sopresa. Le motivazioni del processo Eternit sulle morti da amianto depositate il 23 febbraio dalla Cassazione sono 'solo' l'ennesimo schiaffo alle vittime e ai familiari delle vittime di Casale Monferrato.
LE MOTIVAZIONI DELLA CASSAZIONE. «Per effetto della constatazione della prescrizione del reato», hanno scritto i supremi giudici, «intervenuta anteriormente alla sentenza di I grado cadono tutte le questioni sostanziali concernenti gli interessi civili e il risarcimento dei danni». Sempre secondo la Cassazione, «il Tribunale ha confuso la permanenza del reato con la permanenza degli effetti del reato, la Corte di Appello ha inopinatamente aggiunto all'evento costitutivo del disastro eventi rispetto ad esso estranei ed ulteriori, quali quelli delle malattie e delle morti, costitutivi semmai di differenti delitti di lesioni e di omicidio».
BIZANTINISMI E INGIUSTIZIE. «Bizantinismi», dice a Lettera43.it Concetta Palazzetti, sindaco di Casale. Subito dopo la sentenza «era chiaro che dopo quella del 20 novembre scorso sarebbe derivato questo. A negare un'evidenza così colossale».
È arrabbiata Palazzetti. Ma non rassegnata. «Noi, come Comune, andiamo avanti con il processo Eternit bis che sta istruendo il pm Raffaele Guariniello nel quale siamo parte civile».
Bizantinismo per bizantinismo, questa volta l'accusa non è disastro ambientale, ma omicidio. «Che è più o meno la stessa cosa», sottolinea amara Palazzetti, «ma per un bizantinismo vediamo se questa volta riusciamo a ottenere una condanna».

Concetta Palazzetti, sindaco di Casale Monferrato.



DOMANDA. Secondo la Cassazione il «Tribunale ha confuso la permanenza del reato con la permanenza degli effetti del reato». Cosa ne pensa?
RISPOSTA. Hanno fatto del bizantinismo. Invece di usare il diritto per fare giustizia hanno utilizzato dei cavilli per commettere un'ingiustizia gravissima. Anzi: hanno eretto un monumento di ingiustizia sul questa vicenda. La Cassazione ha perso un'occasione.
D. Quale?
R. Poteva fare giurisprudenza e affermare che esiste un diritto ambientale che si evolve negli anni. Cambiano i tipi di reato, così come gli effetti degli agenti cancerogeni nel tempo. Non l'ha voluto o potuto fare ed è stata costretta a fornire queste motivazioni. Nulla di nuovo, ce lo aspettavamo.
D. Perché secondo lei la Cassazione ha agito in questo modo?
R. In Italia non c'è solo Casale. I disastri ambientali sono tanti e le vittime numerose. Basta pensare ad Augusta e Taranto. Probabilmente si sarebbe innescato un processo terribile...
D. Un precedente, insomma.
R. Esatto. Non so se sia stata questa la reale motivazione. Però, come ho detto, i supremi giudici potevano essere d'esempio al mondo. Con questa sentenza pavida lo sono stati, ma in negativo.
D. Intanto i familiari delle vittime non vedranno un euro di risarcimento.
R. Il risarcimento è importantissimo. Ma ancora più importante era la condanna, che si riconoscesse il reato ambientale. Doveva passare il principio che chi inquina paga. Non scappa, lavandosene le mani come è accaduto qui.
D. La Cassazione su questo punto scrive: «Con il fallimento (nel 1986, ndr) venne meno ogni potere gestorio riferibile all'imputato (Stephan Schmidheiny) e al gruppo svizzero».
R. Ciò che è stato fatto non ha nemmeno una definizione a parole. Uno commette un disastro del genere e se ne va? Ma stiamo scherzando? Doveva almeno farsi carico di bonificare la città che aveva inquinato.
D. Il Comune di Casale comunque non si ferma qui.
R. No, andiamo avanti col processo Eternit bis che sta istruendo Guariniello dove saremo parte civile. E questa volta il reato contestato è omicidio.
D. Il governo almeno ha stanziato 64 milioni e mezzo per la bonifica integrale.
R. Sì, il governo ha mantenuto la promessa fatta subito dopo la sentenza. In più abbiamo ottenuto in via eccezionale di utilizzare 11 milioni di quei fondi per bonificare i capannoni industriali dismessi in procedura fallimentare che non avremmo potuto bonificare coi denari pubblici. Si tratta di una conquista importante.
D. E sul fronte legislativo?
R. Subito dopo il verdetto di novembre avevamo chiesto ai presidenti delle Camere Piero Grasso e Laura Bodrini di fare passare la modifica del Codice penale sui disatsri ambientali che è fermo agli Anni 30.
D. E?
R. Ci hanno risposto che il parlamento se ne sarebbe occupato dopo la Finanziaria. Ora aspettiamo, ma mi sa che dovremo tornare in campo per ricordarglielo.

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