Isis 150218153209
TERRORISMO 23 Febbraio Feb 2015 1910 23 febbraio 2015

Isis, nuove minacce contro l'Italia

Il Site cita un messaggio sul web: «Non entrate in guerra con noi».

  • ...

Miliziani dell'Isis.

Nuove minacce contro l'Italia sul web. Secondo quanto riportato dal Site, un jiahdista ha messo in guardia l'Italia dall'entrare in guerra contro l'Isis per evitare che il Mediterraneo sia «colorato dal sangue dei suoi cittadini».
Si fa quindi riferimento, sempre secondo il Site, all'azione di potenziali lupi solitari italiani.
È l'ennesima minaccia all'Italia in un momento in cui il Paese è al centro del dibattito per la situazione in Libia.
«GUERRA PSICOLOGICA». Secondo fonti di 007 e antiterrorismo si tratta di una vera e propria «campagna di guerra psicologica», ma l'evocazione dei 'lupi solitari' è un pericolo imprevedibile non facile da prevenire. L'attenzione, si aggiunge, è sempre ai massimi livelli, pur in assenza di notizie su specifici progetti di attacco.
Lo stesso Site ha postato anche una foto con la sigla 'Khelafa media', lo stesso che due settimane fa pubblicò un documento sui lupi solitari rilanciato anche nelle ultime ore. Nell'immagine anche una 'lapide' con un'altra foto, ripresa dal video della decapitazione degli egiziani copti su una spiaggia libica, con il boia che brandisce un coltello.
MINACCE VERE O PROPAGANDA? Difficile distinguere tra vere notizie e messaggi di propaganda, hanno sottolineato ancora dai servizi segreti. Quello che è certo, hanno spiegato, è che si è intensificata la campagna mediatica contro l'Italia in un momento in cui il governo italiano si propone di assumere un ruolo di primo piano in Libia.
Si tratta del secondo appello a «lupi solitari italiani», foreign fighters tornati dai campi di addestramento del 'Califfato' per compiere attentati in stile Parigi o Copenaghen (dove a sparare sono stati tuttavia cittadini francesi e danesi che hanno abbracciato il jihadismo).
La nuova minaccia si rivolge direttamente all'Italia e non come di consueto alla città di Roma, che nella retorica jihadista rappresenta la Cristianità e di conseguenza l'Occidente. È stato il caso dell'immagine della bandiera nera sul Vaticano o di quando i tagliagole neri avvertivano di essere ormai «a Sud di Roma», cioè a Sud dell'Europa.
ALFANO: «CONTROLLI EFFICIENTI». E mentre il procuratore di Reggio Calabria ha lanciato un allarme sulla possibile saldatura tra l'Isis e la criminalità organizzata, a tranquillizzare tutti ci ha provato il ministro dell'Interno Angelino Alfano: «Il nostro stato di allerta è notevolissimo, il controllo sugli arrivi efficiente. Collaboreremo con le procure e auspichiamo che il loro lavoro ci dia certezze dal punto di vista giuridico».
Il governo libico di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale, ha intanto assicurato di avere «sotto controllo» il sito di Ruwagha con le residue armi chimiche (le meno pericolose) dell'arsenale di Muammar Gheddafi, che secondo il quotidiano Asharq al Awsat sarebbero finite nelle mani delle milizie, con il rischio che l'Isis possa prenderne il possesso.
Non è chiaro tuttavia se in Libia ci siano ancora agenti chimici proibiti mai dichiarati all'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. O se si tratti di un altro messaggio per mettere pressione sulla comunità internazionale.
LA CHARLES DE GAULLE ENTRA IN GUERRA. E dal 23 febbraio la Coalizione anti-Isis a guida Usa, che da settembre compie raid contro le postazioni del Califfato in Siria e Iraq, si è arricchita della portaerei francese Charles De Gaulle.
Il ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian, si è recato a bordo del fiore all'occhiello della Marina militare francese nelle acque del Golfo Persico settentrionale per dare personalmente il via alle nuove operazioni aeree contro l'Isis, che si aggiungono ai raid lanciati dalle basi di Abu Dhabi e Giordania. «Sei mesi di impegno ci hanno permesso di fermare la conquista territoriale di Daesh e stabilizzare le linee del fronte», ha detto il ministro secondo quanto riferito da Le Figaro. «Ma la minaccia continua e le ragioni della nostra azione permangono».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso