Vittorio Emanuele Savoia
IL CASO 23 Febbraio Feb 2015 1548 23 febbraio 2015

Vittorio Emanuele, dallo Stato 40 mila euro d'indennizzo

Rimborso dopo l'assoluzione nell'inchiesta di Potenza su squillo ed escort. Rimase in carcere 7 giorni.

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Vittorio Emanuele di Savoia

Colpo di scena nel caso giudiziario che riguarda Vittorio Emanuele di Savoia.
Nel 2006 fu arrestato con accuse pesanti: dall’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al gioco d’azzardo all’associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, oltre ad altri illeciti.
Ma dopo aver collezionato assoluzioni varie in diversi tribunali, a seguito di quell’inchiesta il principe ha ottenuto anche un risarcimento di 40 mila euro.
A LUGLIO 2006 TORNÒ IN LIBERTÀ. L’intera vicenda giudiziaria, è stata raccontata da Il Giornale.
Dopo l’arresto nel Lecchese il 16 giugno 2006 viene incarcerato a Potenza: il pm che firmò l’arresto è Henry John Woodcock.
Ma Vittorio Emanuele ottenne i domiciliari e il 21 luglio tornò in libertà, in attesa del processo.
L’inchiesta secondo il quotidiano milanese «viene divisa per competenza in tanti pezzi: una parte resta in Basilicata, alcuni fascicoli prendono la strada di Como, altri approdano a Roma, altri ancora in Umbria».
TANTE ARCHIVIAZIONI. Ma di tutti i fascicoli, dallo sfruttamento di escort alla corruzione di alcuni funzionari, nessuno porta a risultati concreti.
I diversi segmenti in giro per l’Italia si perdono, solo un filone resiste fino al dibattimento e all’assoluzione con formula piena, sollecitata dall’accusa.
L'AVVOCATO: «INDENNIZZO GIUSTO». L'avvocato del principe, Francesco Murgia, ha spiegato che per l'indennizzo era stata fatta una richiesta alla corte d'Appello di Roma.
«Era giusto che l’Italia risarcisse Vittorio Emanuele per l’incredibile disavventura, per i 7 giorni in cella, per il disastro d’immagine per l’imbarazzante espulsione da alcuni circoli esclusivi», ha spiegato il legale.

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